Un incendio divampato questa notte in una scuola femminile del Kenya ha causato almeno 15 vittime e oltre 70 ragazze ferite, secondo la Croce Rossa locale. L’emittente locale Citizen Television, citando il comandante di polizia della contea Masoud Mwinyi, ha spiegato che le autorità stanno ancora cercando di rintracciare tutte le studentesse della Utumishi Girls’ Academy Senior School, nella zona di Gilgil, nel Kenya centrale. L’incendio sarebbe divampato verso l’1:00 di questa mattina nella sezione degli alloggi del collegio, ma l’allarme è stato dato solo un paio di ore più tardi. Le cause non sono ancora state accertate.
In Kenya, il tema della sicurezza dei collegi è all’ordine del giorno da anni e quella della sicurezza antincendio nelle scuole e nei college è ormai una vera emergenza nazionale. Il più grave incendio degli ultimi tempi si è verificato nel 2001, quando 67 studenti persero la vita nel rogo divampato in un dormitorio nella contea di Machakos. Nel 2017, dieci studenti morirono invece in una scuola della capitale Nairobi e uno studente fu accusato di omicidio. Nel 2024, il fuoco uccise 21 studenti di un istituto del Kenya centrale: in quell’occasione, il presidente William Ruto dichiarò tre giorni di lutto nazionale.
Anche nell’ultimo anno, il Paese ha registrato una preoccupante serie di incendi nelle scuole secondarie, che hanno colpito in particolare i dormitori e provocato ingenti danni materiali e diversi feriti tra ragazze e ragazzi. A settembre dello scorso anno, una serie di presunti incendi dolosi ha colpito diverse scuole nella contea di Kiambu, tra cui la Muhoho High e la Uchekeini Boys, costringendo alla chiusura temporanea degli istituti e suscitando preoccupazioni per possibili disordini studenteschi. Nello stesso periodo, si sono verificati incendi nei dormitori delle contee di Machakos, Makueni e Kericho, che hanno distrutto edifici scolastici come il Mumbuni Girls e il Cheptenye Boys, lasciando gli studenti sfollati e senza scuola. A gennaio, invece, è scoppiato un incendio notturno alla Matungulu boys secondary school di Kangundo, nella contea di Machakos, che ha causato il ferimento di oltre 15 studenti, molti dei quali sono stati ricoverati. Due mesi dopo, un incendio ha danneggiato gravemente un dormitorio presso la scuola secondaria femminile di Mumbuni, sempre nella contea di Machakos: le fiamme sono divampate intorno alle 18:30 al secondo piano di un edificio di due piani in legno e solo il rapido intervento dei vigili del fuoco della contea di Machakos ha impedito che si propagassero ulteriormente. I primi di maggio, infine, un vasto incendio ha completamente distrutto il dormitorio della scuola superiore femminile Mirithu a Limuru, in Kenya, non provocando vittime.
A questa situazione di oggettivo pericolo per la sicurezza degli studenti si somma una questione altrettanto materiale che riguarda i costi scolastici: attualmente, il governo eroga ogni anno 22.244 scellini (146 euro) per studente come importo pro capite per coprire le spese relative alle tasse scolastiche, senza alcun obbligo finanziario per i genitori. Per gli studenti dei convitti ci sono poi delle tasse in più da pagare: le scuole nei principali centri urbani addebitano fino a 53.554 scellini (355 euro) alle famiglie, gli altri convitti costano 40.535 scellini (268 euro) e le scuole per bisogni speciali 12.790 scellini (84,79 euro). A Nairobi, la retribuzione media si aggira attorno ai 60.000 scellini al mese, circa 400 euro: significa che a una famiglia nairobense della classe media, la scuola per ogni figlio costa quanto un mese di lavoro. In questo contesto, per l’anno accademico 2027 il governo keniano starebbe valutando un aumento di 10.000 scellini (65 euro) per le tasse scolastiche.



