• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Festa 100 afriche
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Archivio eventi
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo in tasca
    • “Disordine Globale” (geopolitica)
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (3/2026)
    • PROSSIMO NUMERO (4/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • SUDAFRICA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”

Edizione del 29/06/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

minerali

    QUADERNI AFRICANI

    L’eterna bramosia per le ricchezze dell’Africa

    di claudia 12 Giugno 2021
    Scritto da claudia

    Dall’oro della Nubia che finanziava i Faraoni neri al grano del Maghreb che sfamava l’Antica Roma, fino alle più recenti mire della Cina e delle altre potenze, per secoli l’Africa ha rappresentato una sorta di Eldorado delle materie prime. Passato, presente e futuro del Continente passano dalle sue risorse: una storia di esportazioni, saccheggi, sfruttamento

    di Alessandro Giraudo*

    Le mani della Cina sul continente

    La strategia cinese è molto chiara: il Paese è un enorme Gargantua delle materie prime. Pur figurando fra i principali produttori mondiali delle più importanti materie prime, la Cina appare sistematicamente fra i più grandi importatori di commodities (materie prime). Ed allora Pechino deve articolare la sua politica estera alla ricerca di garanzie degli approvvigionamenti. L’Africa, tutta l’Africa, sta diventando il nuovo Eldorado delle materie prime per la Cina…e non solo. Nel maggio del 2019, Forbes aveva scritto un articolo sull’argomento dal titolo suggestivo: “Cosa vuole la Cina dall’Africa?”. La risposta era concentrata in una sola parola: tutto! Ed infatti gli investimenti cinesi in Africa continuano a procedere a tappe forzate. Cereali, frutta, pesce, cotone e minerali sono il quintetto vincente. Pechino ha una strategia molto chiara. Propone di realizzare degli investimenti nelle infrastrutture e di sviluppare la produzione delle materie prime e delle industrie di semilavorati e prodotti finiti. Inoltre, spesso, concede dei prestiti in yuan che sono sovente impiegati per realizzare acquisti di prodotti cinesi (macchinari, veicoli, tecnologia). Questa strategia è l’altra faccia della medaglia del lancio della Via della seta che si pone l’obiettivo di sviluppare le regioni all’ovest del Paese e di creare una domanda per prodotti cinesi.

    L’Africa ha sempre esportato materie prime… ma quali?

    In tutta la sua storia, il continente è sempre stato un grande esportatore di materie prime. Basta pensare all’oro che ha finanziato (in parte) l’Impero Romano, il rinascimento europeo, la rivoluzione industriale…e numerose guerre! L’oro arrivava dalla regione di Ashanti ed era scambiato a Timbuctu tramite la famosa formula del commercio silenzioso. I venditori di oro arrivavano con il loro metallo che deponevano in luoghi precisi e si ritiravano; i compratori giungevano con la loro merce (sale ed altri prodotti) e poi abbandonavano il posto. I primi allora ritornavano: se accettavano i termini di scambio, portavano via la merce offerta; se non erano d’accordo la lasciavano e si appartavano in attesa di un incremento dell’offerta. A Timbuctu c’era il grande commercio di sale (dei laghi diventati deserti del nord), dell’oro (della costa del golfo) e degli schiavi (in arrivo dall’est). L’impero del Mali si sviluppò soprattutto grazie all’oro e la vicenda dell’imperatore Mansa Mussa (1280 – 1337) è in questo senso esemplare. Durante il suo pellegrinaggio alla Mecca, l’imperatore (uno degli uomini più ricchi della storia) distribuì probabilmente dieci tonnellate d’oro a chi incontrava (ricchi, potenti ed anche poveri). L’offerta del metallo giallo fu così abbondante che i prezzi scesero contro quelli dell’argento: Mansa Mussa mise così in difficoltà i banchieri italiani e dovette prendere a prestito dell’oro per stabilizzarne i prezzi.

    L’imperatore Mansa Mussa (1280 – 1337)

    In effetti, i banchieri italiani dell’epoca medioevale speculavano sul rapporto fra i prezzi dell’oro e dell’argento. Riuscivano a comprare dell’argento prodotto nelle miniere spagnole di Rio Tinto a un tasso di 12-13 once d’argento contro un’oncia d’oro e potevano vendere questo argento sui mercati del Mar Nero (Caffa, Trebisonda, per esempio) ai mercanti mongoli, i quali scambiavano l’oro estratto nello Yunnan contro dell’argento, ma a un tasso di 8-9 once di metallo bianco contro un’oncia di metallo giallo. La Cina infatti produceva (e la situazione non è cambiata) poco argento che era usato nelle transazioni commerciali e nel pagamento delle imposte.

    L’oro della Nubia (“nub” nel dialetto locale significa appunto “oro”) aveva finanziato i faraoni neri e suggerito la conquista della regione da parte dei faraoni della XVIII dinastia che beneficiò in larga misura di questa disponibilità localizzata al sud della quinta cataratta del Nilo. Diodoro Siculo parla diffusamente della miserabile vita degli schiavi-minatori della regione che soffrivano soprattutto la sete. I responsabili delle miniere dovevano scegliere come utilizzare l’acqua che era molto scarsa: distribuirla fra i minatori e/o utilizzarla per trattare il minerale. E anche l’Impero Romano beneficiò in larga misura dell’oro egiziano delle miniere della Nubia, di quello trovato nel Tesoro ufficiale del Paese e di quello cercato nelle tombe dei faraoni saccheggiate. Ma non bisogna dimenticare l’oro di Sofala, il grande porto nel sud-est del continente, sviluppato dai Portoghesi fra l’inizio del XV secolo e il XVIII secolo. L’oro proveniente essenzialmente dall’attuale Africa del Sud attirò il commercio europeo-arabo-indiano e finanziò, in parte, lo sviluppo del bacino indiano che disponeva di poco oro (ed era, con la Cina, la vera spugna dell’argento mondiale).

    Africa granaio del Mediterraneo

    Ma l’Africa è stato anche il grande granaio del Mediterraneo. Grazie ai Fenici, il grano del Maghreb aveva nutrito le popolazioni del Mediterraneo orientale e, soprattutto, il grano dell’Egitto aveva partecipato a sfamare le popolazioni dell’Impero Romano (più di 60 milioni di abitanti al momento della sua massima espansione). La famosa flotta alessandrina, dopo la conquista romana dell’Egitto (avvenuta nel 30 a. C. da Augusto, dopo la morte tragica di Cleopatra e di Antonio), trasportava con 800 viaggi all’anno numerose tonnellate di grano a Pozzuoli, un porto che disponeva di grandi magazzini oltre ad un pescaggio importante. Da questo porto il grano era spedito ad Ostia e, in seguito, verso la capitale, dove più di 300 fornai (essenzialmente greci) producevano il pane quotidiano; un’altra quota del grano veniva invece acquistata dall’annona per la distribuzione ai poveri (duecentomila beneficiari… panem et circenses) e un’altra quantità era stoccata per garantire l’approvvigionamento regolare e evitare le carestie.  Non bisogna dimenticare il cotone egiziano e soprattutto i mercati egiziani delle spezie che attiravano mercanti greci, romani, ebrei ed in seguito arabi, genovesi e veneziani.

    Piantagione di cotone

    Logistica dei trasporti di minerali

    Per molto tempo, la produzione mineraria dell’Africa è rimasta concentrata sulle coste, in alcune regioni sub-sahariane (ferro) ed in certe terre al centro del continente molto ricche di rame. L’esperienza coloniale portoghese ha privilegiato soprattutto l’oro ed il commercio degli schiavi. Inoltre, le difficoltà di penetrare all’interno del continente hanno sempre scoraggiato qualsiasi investimento, prospezione e produzione. Solo a partire dal XIX secolo, una vera e propria corsa alle risorse minerarie è stata scatenata dall’ondata coloniale dei paesi europei. Questo movimento è stato largamente favorito dalla costruzione di infrastrutture ferroviarie e portuali. Solo nel caso delle miniere di oro, di platinoidi e di diamanti il costo e la logistica dei trasporti ha giocato un ruolo secondario, mentre nel caso dei minerali classici (metalli di base e ferrosi) le quantità da trasportare sono enormi. È evidente che il trasporto dei minerali (si tratta di volumi importanti perché pochi centri di trasformazione/raffinazione sono stati costruiti prima della Seconda Guerra Mondiale) è un’operazione che richiede una logistica molto costosa e ben strutturata…Basti pensare alle esportazioni di minerali dalla RDC che dispone solo di un piccolo porto da pesca sull’oceano Atlantico e deve esportare la totalità via Dar es Salaam sull’oceano Indiano, attraversando paesi che la RDC non controlla. La Nigeria (stagno e carbone) figura con la RDC nella lista dei principali paesi minerari. Naturalmente la disponibilità di petrolio e gas del continente sono importanti, ma gli investimenti sono arrivati soprattutto dopo la crisi energetica del 1973, favoriti da un balzo dei prezzi del petrolio.

    Evidentemente la ricerca di minerali tecnologici (terre rare, in particolare) ha concentrato l’interesse degli investitori e delle imprese minerarie in Africa, soprattutto nel centro del continente: “un vero scandalo geologico, come l’Afghanistan”, affermano gli esperti dell’USGS (Servizio Mineralogico degli USA). Se l’Africa è destinata a divenire il nuovo Eldorado del mondo, vengono a galla numerosi problemi: gestione e controllo delle risorse, finanziamenti, corruzione, sfruttamento umano, nuovi equilibri politici. Questi compongono la trama e l’ordito della storia del continente per i prossimi 50 anni… 

    *Alessandro Giraudo, autore dell’articolo è tra i docenti di “SILENT MATTERS: IL PRIMO CORSO IN ITALIA DEDICATO ALLE MATERIE PRIME”. Problemi geopolitici e opportunità di business, organizzato dal Centro Studi AMIStaDeS e in partenza il 21 giugno 2021, che approfondisce equilibri e problematiche legate al possesso, estrazione, commercio delle materie prime a livello internazionale (Clicca qui per scoprire il programma. Gli abbonati Africa Rivista e Africa Social Club hanno diritto a uno sconto sull’iscrizione).

    Alessandro Giraudo insegna Finanza Internazionale e Storia della Finanza a Parigi in una Grande Ecole. E’ autore di vari libri, fra cui Altre storie straordinarie delle materie prime, add editore 2021.

    Bibliografia:

    • Bencivelli et alii, “La proiezione internazionale della Cina nell’era di Xi Jinping” in Questioni di Economia e Finanza, Banca d’Italia, n. 502/2019
    • Camodeca, Giuseppe, “Studi e ricerche su Pureoli romana” in Atti del Centro Bérard, Napoli 2-3 aprile 1979
    • Campbell, Bonnie, Mining in Africa, London, Pluto-Press, 2009, pp. 243-260
    • Diodoro Siculo, Bibliotheca Historica, libro III
    • Frank, Andre G., ReOrient: Global Economy in the Asian Age, Berkeley University of California Press. 1998, pp. 131-135
    • Giraudo, Alessandro, Or, argent et folies des grandeurs, Paris Economica, 2017, introduction
    • Green, Timothy, The Ages of Gold, London, GFMS, 2007, pp. 15-51
    • Mourdoukoutas, Panos, What China Wants From Africa? Everything, Forbes, 4.5.2019

    China’s Progress across the Silk Road in Silkroadbriefing.com, 12.01.

    Condividi
    12 Giugno 2021 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CulturaSOCIETÀSOLIDARIETÀ

    Un incontro per far luce sullo sfruttamento delle risorse minerarie della RDC

    di claudia 10 Maggio 2021
    10 Maggio 2021

    L’associazione “Chiama l’Africa” organizza nella giornata di domani 11 Maggio dalle ore 18 alle ore 19.30 l’iniziativa “Minerali Clandestini” per discutere e sensibilizzare sul tema dello sfruttamento delle risorse minerarie …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Interessi minerari italiani in Rdc? Ambasciatore Ue: fake news

    di Valentina Milani 25 Febbraio 2021
    25 Febbraio 2021

    Lo scopo della missione dell’ambasciatore Luca Attanasio nel Nord-Kivu “era duplice: un incontro consolare con i cittadini italiani residenti a Goma e una visita ai progetti sul campo del Programma …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • ECONOMIANEWS

    Ruanda, crolla l’export di minerali

    di Enrico Casale 31 Ottobre 2020
    31 Ottobre 2020

    L’esportazione dei principali minerali ruandesi – cassiterite, wolframite e coltan – hanno fruttato 31,6 milioni di dollari nella prima metà del 2020. In calo rispetto ai 56,6 milioni di dollari …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    RD Congo | Il villaggio di Niabybwe

    di Valentina Milani 14 Luglio 2020
    14 Luglio 2020

    Il villaggio di Niabybwe, nel Sud Kivu. E’ uno snodo dei traffici di coltan e cassiterite, minerali strategici estratti a mani nude da donne e uomini congolesi senza tutele né …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Ruanda | Traffico di minerali, più controlli

    di Enrico Casale 30 Giugno 2020
    30 Giugno 2020

    Più controlli per combattere il contrabbando di metalli preziosi. Dopo anni di polemiche e accuse da parte di organizzazioni internazionali e Ong, potremmo essere a una svolta. Il governo di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • ECONOMIA

    RD Congo | Monopolio di Stato su cobalto estratto artigianalmente

    di Redazione Africa 5 Febbraio 2020
    5 Febbraio 2020

    La Repubblica Democratica del Congo, il più grande produttore mondiale di cobalto, ha creato un monopolio statale che acquisterà tutta la produzione non estratta dagli operatori industriali nel tentativo di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • ECONOMIA

    Madagascar: impresa cinese acquisisce diritti su giacimento terre rare

    di Redazione Africa 26 Giugno 2019
    26 Giugno 2019

    Un’unità della China Miner Metal Mining Group (Cnmc) ha annunciato di aver firmato un memorandum non vincolante con ISR Capital, società quotata a Singapore, che potrebbe vedere l’impresa cinese lavorare …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • ECONOMIA

    Zambia – Prosegue tendenza a crescita produzione di rame

    di Redazione Africa 4 Gennaio 2019
    4 Gennaio 2019

    La produzione di rame dello Zambia nel 2018 dovrebbe superare le 800.000 tonnellate prodotte nel 2017. Lo ha detto il ministro delle finanze Margaret Mwanakatwe in una dichiarazione diffusa lunedì, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Rd Congo – L’uomo che scopre i minerali insanguinati

    di AFRICA 22 Agosto 2017
    22 Agosto 2017

    Nelle foreste del Kivu un geologo canadese tenta di contrastare il contrabbando di coltan che alimenta la guerra Da tempo si è abituato al caldo opprimente dell’Equatore, i nugoli di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Sudafrica, sempre più difficile estrarre diamanti

    di Enrico Casale 10 Maggio 2016
    10 Maggio 2016

    In Sudafrica è sempre più difficile trovare diamanti. A testimoniarlo i crescenti sforzi nella ricerca di nuove pietre preziose da parte della De Beers, una delle più importanti compagnie minerarie …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    R. D. Congo – Cala la produzione del rame

    di Enrico Casale 11 Febbraio 2016
    11 Febbraio 2016

    Nel 2015, la quantità di rame estratto nella Repubblica democratica del Congo ammontava a 995.805 tonnellate, con una riduzione del 3,3% rispetto all’anno precedente.

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Il Parlamento europeo dice «no» ai minerali insanguinati

    di Enrico Casale 21 Maggio 2015
    21 Maggio 2015

    Il cammino è ancora lungo, ma ieri è stato compiuto un primo positivo passo avanti nel complesso dossier dei «minerali insanguinati». Il Parlamento europeo ha approvato un testo che introduce …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Minerali insanguinati, la società civile scende in campo

    di Enrico Casale 2 Maggio 2015
    2 Maggio 2015

    Mancano 18 giorni al 20 maggio, data in cui nel Parlamento europeo verrà discusso il testo del regolamento che disciplina l’importazione dei minerali provenienti da regioni in guerra. Saranno 18 …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • 2

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Mondiali di calcio: la corsa e l’entusiasmo delle magnifiche nove

    29 Giugno 2026
  • Il Sudafrica torna in piazza contro i migranti irregolari

    29 Giugno 2026
  • Gli angeli custodi che salvano gli scimpanzé dell’Africa occidentale

    28 Giugno 2026
  • Il libro della settimana: “La prima volta che siamo stati bianchi”

    28 Giugno 2026
  • Il Burkina Faso rompe le relazioni diplomatiche con la Francia

    27 Giugno 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 29/06/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl