“Non ci sono più le condizioni indipensabili per la promozione di relazioni fondate sul mutuo rispetto, la fiducia reciproca, il rispetto della sovranità nazionale e del principio di non ingerenza negli affari interni”. Con queste motivazioni, riassunte in un comunicato governativo, il Burkina Faso ha deciso di interrompere le relazioni diplomatiche con la Francia, accusandola anche di “attivismo incessante” contro gli interessi del Paese, nonché di “ambizioni neocoloniali” legate al sostegno di reti sovversive e a terroristi. Parigi è anche accusata di aver messo in atto azioni per marginalizzare il Burkina Faso sulla scena internazionale. Nella stessa nota si precisa poi che la decisione non rimette in causa i legami storici, umani, culturali e sociali tra i due popoli, che mira esclusivamente al quadro istituzionale e alle relazioni diplomatiche e che i diritti dei cittadini francesi in Burkina Faso saranno preservati.
Il Burkina Faso, come Mali e Niger con i quali ha lasciato l’Ecowas dando vita all’Alleanza degli Stati del Sahel, è stato colpito per un decennio da violenze perpetrate da jihadisti affiliati ad al-Qaeda e allo Stato Islamico. La Francia, in un primo tempo intervenuta contro questi gruppi, è stata costretta a lasciare l’area dopo una serie di golpe che hanno cambiato l’architettura istituzionale e il sostegno alla presenza francese, portando i militari al potere. In Burkina Faso il governo è adesso guidato da Ibrahim Traoré, ufficiale dell’esercito che è riuscito a conquistare un grande sostegno popolare. L’accusa nei confronti di Parigi è che in realtà quest’ultima starebbe provando a recuperare il vecchio grado di influenza e proprio per questo motivo starebbe sostenendo alcuni gruppi armati contro chi adesso sta al governo.
Il ministero degli Affari Esteri francese ha reagito alla decisione di Ouagadougou definendola “ostile e infondata”. Ha parlato poi di “una decisione unilaterale” che “illustra la preoccupante deriva delle autorità burkinabè”, precisando che “le misure di reciprocità che si impongono sono attualmente al vaglio”.
Il sentimento anti-francese è molto forte non soltanto in Burkina Faso ma anche in altre nazioni che facevano parte dell’impero coloniale della Francia.
Un tempo padrona di vaste regioni dell’Africa settentrionale, centrale e occidentale, la Francia ha svolto un ruolo significativo anche nella storia postcoloniale del continente, intervenendo in diverse occasioni con mezzi militari e tentando di mantenere una certa influenza.



