È ripreso in Tanzania il processo per tradimento all’oppositore Tundu Lissu

di Tommaso Meo

È ripreso davanti all’Alta Corte di Dar es Salaam il processo per alto tradimento contro Tundu Lissu, leader del principale partito di opposizione tanzaniano Chadema. Il procedimento, scrive il media locale The Chanzo, è tornato in aula ieri dopo una lunga battaglia giudiziaria sugli elementi di prova che l’accusa intende utilizzare.

Alla ripresa del processo è comparso come testimone dell’accusa Amini Mahamba, assistente commissario di polizia e principale investigatore del caso, davanti a un collegio di tre giudici presieduto da Dunstan Ndunguru. L’udienza è stata caratterizzata dal confronto sulla dichiarazione scritta del testimone e sulla sua ammissione tra le prove.

La ripresa del procedimento arriva dopo la decisione della Corte d’appello del 30 luglio, che ha respinto il tentativo della procura di ottenere la revisione di una precedente decisione dell’Alta Corte che aveva negato all’accusa la possibilità di introdurre ulteriori elementi di prova.

Lissu, che si difende personalmente nel procedimento, è accusato di tradimento in relazione alle dichiarazioni pronunciate prima delle elezioni presidenziali del 2025, quando aveva sostenuto la campagna di Chadema per ottenere riforme elettorali prima del voto.

Il leader dell’opposizione era stato arrestato nell’aprile 2025. L’accusa di tradimento è particolarmente grave perché in Tanzania il reato è passibile della pena di morte.

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