Sudan: le Rsf accerchiano El Obeid, l’Onu teme un’offensiva

di Tommaso Meo
I paramilitari sudanesi delle Rsf

Le Forze di supporto rapido (Rsf) hanno di fatto accerchiato El Obeid, capitale dello Stato sudanese del Kordofan Settentrionale, e minacciano un’offensiva terrestre su vasta scala, come ha denunciato l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), mettendo in guardia dal peggioramento della situazione umanitaria nel Paese.

Secondo Ocha, l’insicurezza nell’area continua a mettere in pericolo i civili e a provocare nuovi sfollamenti, mentre numerose persone stanno raggiungendo El Obeid e le zone circostanti in cerca di sicurezza e assistenza. Nonostante le difficoltà, le Nazioni Unite e i loro partner hanno distribuito due milioni di litri di acqua potabile a circa 133.000 persone.

La situazione resta critica anche nel Darfur occidentale. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), i combattimenti nella località di Sirba hanno costretto circa 18.000 persone ad abbandonare più di 20 villaggi nell’ultima settimana. La maggior parte sarebbe fuggita oltre il confine con il Ciad.

Le carenze di finanziamenti stanno inoltre compromettendo la risposta umanitaria: nel Darfur centrale hanno determinato la chiusura di tre strutture sanitarie, lasciando circa 75.000 sfollati senza un accesso adeguato ai servizi sanitari essenziali.

L’Ocha ha ricordato che oltre 30 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria in Sudan e più di nove milioni sono sfollate all’interno del Paese. L’appello umanitario da quasi tre miliardi di dollari per il 2026 risulta finanziato per poco più del 40%, con 1,2 miliardi raccolti finora.

Sul fronte diplomatico, l’inviato personale del segretario generale dell’Onu per il Sudan, Pekka Haavisto, continua i contatti con entrambe le parti e con Unione africana, Lega araba e Igad nel tentativo di ottenere una cessazione delle ostilità e rilanciare i negoziati.

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