“Gli Usa valutano un intervento contro i jihadisti in Mali”

di Marco Trovato

L’amministrazione Trump starebbe valutando un’operazione militare contro il JNIM, il principale gruppo jihadista affiliato ad al-Qaeda nel Sahel. Secondo il Washington Post, nessuna decisione è stata ancora presa, ma il dibattito riflette il crescente allarme per il deterioramento della sicurezza in Mali, dove i jihadisti continuano ad ampliare la loro influenza nonostante gli sforzi della giunta militare

L’amministrazione Trump starebbe valutando possibili opzioni militari contro il gruppo jihadista Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), affiliato ad al-Qaeda e oggi considerato la principale organizzazione jihadista attiva nel Sahel. A rivelarlo è il Washington Post, che cita funzionari statunitensi attuali ed ex funzionari a conoscenza del dossier. Secondo il quotidiano, non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva e all’interno dell’amministrazione sarebbe in corso un acceso dibattito sull’opportunità di autorizzare un’operazione militare in Mali.

Se approvato dal presidente Donald Trump, l’intervento segnerebbe un’ulteriore estensione dell’impiego della forza militare statunitense durante il suo secondo mandato, confermando un crescente coinvolgimento di Washington nei principali teatri del terrorismo jihadista. Negli ultimi mesi, infatti, gli Stati Uniti hanno già condotto operazioni mirate in Medio Oriente, nel Corno d’Africa e in Africa occidentale, comprese le incursioni contro obiettivi dello Stato Islamico in Nigeria durante il periodo natalizio, nell’ambito di una strategia di contrasto ai gruppi jihadisti ritenuti capaci di minacciare interessi americani e alleati.

Il dossier sul Mali nasce dal rapido deterioramento della situazione della sicurezza nel Sahel. Negli ultimi anni il JNIM ha ampliato sensibilmente la propria area d’influenza, approfittando della debolezza dell’esercito maliano, del ritiro delle forze francesi e del progressivo riassetto delle alleanze regionali. Anche il ricorso della giunta militare di Bamako ai mercenari russi del gruppo Wagner, oggi sostituiti dall’Africa Corps, non è riuscito a contenere l’insurrezione, che continua a espandersi verso il centro e il sud del Paese e a minacciare la stessa capitale.

Parallelamente, Washington ha già avviato un riavvicinamento pragmatico alla giunta maliana, con la ripresa della cooperazione d’intelligence e il negoziato per riattivare le attività di sorveglianza aerea contro i gruppi jihadisti. Un eventuale intervento diretto rappresenterebbe quindi un ulteriore passo nella ridefinizione della strategia statunitense nel Sahel, una regione che secondo numerosi analisti è diventata l’attuale epicentro del terrorismo globale.

Condividi

Altre letture correlate: