In Tigray tornano gli scontri e i civili restano senza giustizia

di claudia
Tigray

Gli scontri di agosto tra le forze del Tigray e le Forze di difesa nazionali etiopi hanno nuovamente esposto i civili della regione al rischio di gravi violazioni dei diritti umani. Lo denuncia Amnesty International, secondo cui i combattimenti rappresentano una violazione dell’accordo di cessate-il-fuoco firmato nel novembre 2022 per porre fine alla guerra del Tigray. L’organizzazione sottolinea che la popolazione vive ancora le conseguenze del precedente conflitto, mentre non sono stati avviati procedimenti giudiziari credibili per accertare le responsabilità degli abusi commessi.

Il direttore di Amnesty International per l’Africa orientale e meridionale, Tigere Chagutah, ha avvertito che il ritorno delle violenze rischia di aggravare una situazione già segnata dall’assenza di giustizia e accountability. L’organizzazione sta inoltre documentando presunte gravi violazioni dei diritti umani nei conflitti tuttora in corso nelle regioni di Amhara e Oromia.

Secondo Amnesty, la chiusura della Commissione internazionale delle Nazioni Unite sull’Etiopia e dell’inchiesta della Commissione africana sui diritti umani e dei popoli sul Tigray ha ulteriormente indebolito i meccanismi di controllo. L’organizzazione sostiene inoltre che il governo del primo ministro Abiy Ahmed abbia progressivamente abbandonato il processo di giustizia di transizione inizialmente promosso dalle autorità.

Amnesty denuncia tuttavia violazioni anche da parte delle autorità del Tigray, accusate di limitare l’attività dei media indipendenti, imporre la coscrizione forzata e restringere la libertà di movimento. L’organizzazione ha quindi chiesto sia ad Addis Abeba sia a Mekelle di proteggere i civili e garantire l’accesso alla regione a osservatori indipendenti e giornalisti.

Secondo Amnesty, senza un monitoraggio indipendente e senza meccanismi credibili per accertare le responsabilità, il rischio è che nuove violenze e uccisioni rimangano senza testimonianze e senza conseguenze giudiziarie.

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