C’è un’Africa che non rientra nei vecchi stereotipi dell’assistenzialismo e che corre veloce sui binari dell’intelligenza artificiale, della sanità digitale e della transizione ecologica. È un ecosistema giovane, affamato di futuro e straordinariamente pragmatico, capace di trasformare le sfide del territorio in modelli di business scalabili a livello globale. Per toccare con mano questa realtà, l’appuntamento è in Italia, dove dal 20 al 28 giugno arriveranno i sei team vincitori di Next Generation Africa, il programma di accelerazione promosso da BeEntrepreneurs Aps. La delegazione, selezionata tra ben 672 candidature provenienti da 19 Paesi del continente dopo un duro percorso di selezione a Dar es Salaam, sarà la protagonista di un fitto roadshow tra Milano e Bologna, pensato per gettare un ponte concreto tra l’imprenditoria italiana e le migliori menti dell’Africa sub-sahariana.
Il momento clou per il pubblico, gli investitori e gli appassionati di tecnologia sarà lo Startup Africa Day, un evento interamente dedicato alle opportunità di business nel continente che si terrà a Milano la sera di martedì 23 giugno, a partire dalle 18:30, negli spazi del Parco Center. La serata, organizzata in partnership con In Africa, offrirà una panoramica unica sulla trasformazione digitale in atto grazie ai pitch live dei fondatori e ai dibattiti con leader internazionali del calibro di Albert Antwi-Boasiako, Neo Mooki e Sharon Tumushabe, figure di spicco nei settori della cybersecurity, della finanza e dell’impact investing. Un momento di scambio che si concluderà con un cocktail di networking a tema italo-senegalese, ideale per far nascere nuove sinergie.
Dalla diagnostica all’agritech
Le sei realtà che presenteranno i propri progetti in Italia si muovono in settori altamente strategici, proponendo soluzioni che colpiscono per la loro efficacia e scalabilità. Nell’ambito della sanità, l’ugandese MariTest ha sviluppato un dispositivo portatile non invasivo che sfrutta l’intelligenza artificiale e speciali biosensori per diagnosticare la malaria in meno di due minuti, azzerando la necessità di prelievi di sangue e la produzione di rifiuti medici. Sempre sul fronte medico, la tanzaniana Vortan propone un ecosistema IoT che collega i macchinari ospedalieri in tempo reale per lanciare alert istantanei in caso di emergenza, mentre Afya Ya Mnyama Digital applica sensori intelligenti e analisi predittiva al monitoraggio del bestiame per ottimizzare la produttività degli allevamenti e prevenire le epidemie.
Le altre tre startup della delegazione rispondono a sfide cruciali legati alla logistica, alla nutrizione e alla trasparenza. Lishe360, startup con sede in Tanzania, combatte la malnutrizione infantile producendo alimenti arricchiti con superfood locali, forti del supporto di una community che conta già oltre duecentosessantamila genitori. Dal Kenya arrivano invece TruSource, una piattaforma in cloud che riduce fino al 60% i costi di compliance per il tracciamento delle esportazioni agricole dal campo alla tavola, e Impactio, un software concepito per automatizzare la gestione amministrativa delle organizzazioni non profit, collegando in tempo reale l’erogazione dei finanziamenti internazionali allo stato di avanzamento delle attività sul territorio.
Nove giorni di sinergie tra Milano e Bologna
Il viaggio dei fondatori africani in Italia non si esaurirà nella pur importante serata milanese del 23 giugno, ma seguirà un’agenda fitta di incontri strategici con oltre 80 attori del nostro ecosistema dell’innovazione. Le prime giornate del roadshow saranno infatti dedicate a sessioni di investor matching presso la sede di Primo Capital e a tavoli di matchmaking aziendale negli uffici di Bip, dove le startup incontreranno corporate e investitori d’impatto per valutare alleanze commerciali. Dopo una serie di visite guidate nelle aziende italiane per studiare progetti di co-sviluppo, la delegazione si sposterà a Bologna il 25 e 26 giugno per partecipare a We Make Future, la fiera internazionale sull’innovazione tecnologica e digitale che offrirà ai team un’ulteriore, straordinaria vetrina globale.
Come sottolinea Andrea Censoni, presidente e co-fondatore di BeEntrepreneurs Aps, questo progetto dimostra che la cooperazione tra continenti può generare un valore economico e sociale immenso. L’innovazione africana non ha più bisogno di essere scoperta, ma richiede semplicemente di essere incontrata e sostenuta attraverso partnership paritarie e di lungo periodo.
Il successo di questo approccio, del resto, è confermato dai risultati storici dell’associazione, che dal 2017 a oggi ha formato più di 450 imprenditori e supportato lo sviluppo di 150 startup, capaci di raccogliere complessivamente oltre diciassette milioni di euro. L’edizione del roadshow 2026, forte del patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Dar es Salaam e del supporto di partner come Prolaw e SearchOn, si preannuncia quindi come un’occasione imperdibile per guardare al futuro dei mercati emergenti da una prospettiva ravvicinata e decisamente nuova.



