L’Etiopia ha espulso la corrispondente del quotidiano francese La Croix, che si trovava nel Paese dal settembre 2023. Augustine Passilly, 30 anni, stava svolgendo un reportage nella regione del Tigray, nel nord del Paese, dove sono in atto nuove tensioni, quando è stata convocata dall’autorità etiope per i media, l’Ema.
«Mi hanno sospeso temporaneamente l’accredito e mi hanno informata di un’indagine che si prevedeva sarebbe durata qualche giorno», ha raccontato all’Afp Passilly, che ha detto di essere stata chiamata pochi giorni dopo dagli agenti dell’immigrazione. Lì l’hanno informata della «revoca sia del mio accreditamento che del mio permesso di soggiorno, che era valido fino a settembre», ha denunciato. La giornalista, a cui era stato ordinato di lasciare il Paese entro il 18 giugno al più tardi, è partita la scorsa settimana.
Per Thomas Hofnung, responsabile della sezione internazionale del giornale, l’espulsione di Passily rappresenta un segnale preoccupante per la professione e la libertà di stampa. «Alla nostra corrispondente, Augustine Pacelli, sono stati revocati l’accredito e il permesso di soggiorno. Tutto perché si è recata nella regione del Tigray. Sappiamo che è una regione complessa e instabile, dove c’è la minaccia di un nuovo conflitto con Addis Abeba, ma lei ci è andata in modo del tutto legale. Non era richiesta alcuna autorizzazione preventiva. (…) L’hanno chiamata mentre era lì, l’hanno convocata e le hanno ritirato i documenti, dicendole che doveva lasciare il Paese», spiega Thomas Hofnung.
«L’espulsione di Augustine Passilly dall’Etiopia è un palese atto di ritorsione nei confronti di una giornalista per aver riferito sugli sviluppi nel Tigray, una questione di notevole rilevanza politica e di sicurezza che le autorità preferirebbero non fosse oggetto di analisi o discussione pubblica», ha affermato Angela Quintal, direttrice di Committee to Protect Journalists (Cpj) per l’Africa. «Le autorità dovrebbero ripristinare immediatamente l’accreditamento giornalistico e il permesso di soggiorno di Passilly, consentirle di tornare in Etiopia e continuare il suo lavoro di cronista, e smettere di usare i poteri normativi per punire il giornalismo indipendente».
L’espulsione di Passilly segue altre recenti restrizioni imposte dall’Etiopia a media stranieri e indipendenti, tra cui Reuters, Deutsche Welle, Addis Standard e Wazema Radio.



