Trenta femminicidi nel 2025, contro i 26 registrati nel 2024, i 25 del 2023 e i 23 del 2022. Sono i numeri diffusi dall’associazione tunisina Aswat Nissa (“Voci di donne”), che domani presenterà a Tunisi una piattaforma digitale dedicata al monitoraggio e alla documentazione delle uccisioni di donne nel Paese. Il lancio avverrà alla vigilia della Giornata nazionale della donna che in Tunisia ricorda l’anniversario della promulgazione del Codice dello statuto personale nel 1956.
Secondo l’organizzazione, dal gennaio 2018 sono stati documentati complessivamente 109 femminicidi. La nuova piattaforma consentirà di centralizzare le informazioni disponibili e di metterle a disposizione di ricercatori, giornalisti e organizzazioni della società civile.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato costruire una banca dati affidabile e costantemente aggiornata, dall’altro rafforzare le attività di sensibilizzazione e promuovere politiche pubbliche più efficaci nella lotta contro la violenza di genere. L’associazione intende inoltre utilizzare lo strumento per monitorare la risposta delle istituzioni e favorire una maggiore assunzione di responsabilità da parte delle autorità competenti.
Anche altri Paesi africani hanno iniziato a fare sempre più ricorso alle tecnologie digitali per migliorare la raccolta e l’analisi dei dati relativi alle violenze contro le donne. In Kenya, per esempio, l’Africa Data Hub ha creato “Silencing Women”, una banca dati che raccoglie oltre 1.069 casi di omicidi di donne avvenuti tra il 2016 e il 2025, sulla base di sentenze dei tribunali e informazioni pubblicate dai mezzi di comunicazione. Nel giugno 2026, inoltre, il governo keniano ha attivato una piattaforma nazionale su WhatsApp per facilitare la denuncia degli episodi di violenza di genere e migliorare il coordinamento degli interventi di assistenza.
Anche le Nazioni Unite hanno intensificato gli sforzi in questo ambito. Nel 2025 l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc) ha organizzato una riunione internazionale dedicata alla misurazione dei femminicidi, evidenziando la persistente carenza di dati affidabili e comparabili sul fenomeno, soprattutto nei Paesi africani. Secondo Un Women, una raccolta dati più accurata rappresenta uno strumento fondamentale per rafforzare la prevenzione, migliorare l’accesso alla giustizia e rendere più efficaci le politiche di protezione delle donne.



