Un parco romano è il punto di riferimento europeo per la memoria di Sankara

di Tommaso Meo
Monumento a Sankara a Roma

Si trova in via Ugo della Seta, nel quartiere di Montesacro, e ora ha anche un monumento a lui dedicato, progettato a Ouagadougou, tagliato a laser in Italia e donato dalla diaspora burkinabé

di Tommaso Meo

In pochi forse lo sanno, ma a Roma, da poco più di un anno, c’è l’unico spazio pubblico in Europa interamente dedicato alla memoria del presidente del Burkina Faso Thomas Sankara. Si tratta del parco di via Ugo Della Seta, nel cuore di Montesacro, nella zona nord-est della capitale, che ha una targa che porta il suo nome. Qui sabato 24 ottobre è stata inaugurata una monumentale scultura in acciaio Corten realizzata dall’artista burkinabé Hamed Ouattara e ora liberamente visibile a tutti.

“L’eterno custode”

L’opera, intitolata “Sankara, l’éternel veilleur” (Sankara, l’eterno custode) è un monolite in acciaio alto due metri che poggia su una base in cemento. Sulle due facce principali, il metallo scolpito a traforo compone il volto di Sankara con l’inconfondibile berretto stellato, lasciando filtrare la luce all’interno. La struttura non ha un fronte né un retro: il volto del leader guarda in entrambe le direzioni, incrociando lo sguardo del visitatore da qualunque parte arrivi. Le altre due superfici della scultura sono invece scandite da rilievi metallici ricchi di significato simbolico: dodici file di elementi sferici ricordano i compagni uccisi insieme a lui nell’agguato del 15 ottobre 1987, mentre quattro elementi verticali richiamano il 4 agosto 1983, data d’inizio della rivoluzione burkinabé.

Disegnato a Ouagadougou e lavorato in Italia con tecniche di taglio laser, il monumento è stato donato allo Stato del Burkina Faso da Madi Sakandé, una figura di riferimento della diaspora in Italia. Più che una replica del memoriale di Ouagadougou, la scultura rappresenta un’estensione simbolica di quella memoria nel cuore dell’Europa, legandosi anche al lancio della campagna internazionale di raccolta fondi “Il mio mattone per Sankara”. La campagna è stata avviata lo scorso anno all’interno del sito storico del Conseil de l’Entente, il luogo esatto in cui il presidente e i suoi dodici compagni vennero assassinati.

«Sankara appartiene all’umanità»

Durante la cerimonia di svelamento a Roma – che ha aperto tre giornate di memoria e cultura dedicate al padre della rivoluzione burkinabé – l’ambasciatrice del Burkina Faso in Italia, Cyrille Ganou-Badolo, ha detto che Sankara «non appartiene a nessun paese o generazione, appartiene a tutta l’umanità», sottolineando come la sua influenza si sia estesa ben oltre i confini del suo Paese natale. Il ministro della Cultura del Burkina Faso, Pingdwendé Gilbert Ouédraogo, ha aggiunto che questo monumento deve ricordare la portata universale degli ideali di dignità, giustizia ed emancipazione dei popoli difesi da Sankara.

Accanto alla diaspora burkinabé e a numerosi simpatizzanti legati agli ideali del leader, la cerimonia ha visto la partecipazione di diplomatici anche di Mali e Niger e dei membri dell’Alleanza degli Stati del Sahel (Aes). Chiusa la parentesi dei discorsi ufficiali, c’è stato spazio per la musica e l’intrattenimento. Ha riscosso grande successo una singolare cover di Felicità cantata da un coro burkinabé.

Dal Municipio III un ponte di amicizia tra i popoli

Il parco di via Ugo Della Seta ha cambiato nome in Parco Thomas Sankara il 17 settembre 2025, per rendere omaggio al presidente burkinabé assassinato nel 1987 ma rimasto, a quasi 40 anni di distanza, un simbolo della lotta per l’indipendenza, la giustizia sociale, l’emancipazione dei popoli e i diritti umani. In quell’occasione, con una nota congiunta, il presidente del Municipio III Paolo Marchionne e l’assessore ai Lavori pubblici e Politiche giovanili Matteo Pietrosante, promotore dell’iniziativa, hanno sottolineato come attraverso questo gesto simbolico la città di Roma intendesse rendere omaggio a una delle figure più significative del continente africano e della lotta per la giustizia sociale.

I due amministratori locali hanno ricordato il ruolo di Sankara quale punto di riferimento internazionale per l’uguaglianza e lo sviluppo sostenibile, ripercorrendo la stagione di riforme che segnò la storia del Burkina Faso attraverso programmi di alfabetizzazione capillare, riforestazione di massa, affermazione dei diritti delle donne e tutela della sovranità economica. Secondo Marchionne e Pietrosante, intitolare uno spazio verde alla memoria del leader rivoluzionario significa celebrare una visione del mondo fondata sulla dignità e sulla solidarietà tra i popoli.

Con l’inaugurazione del monumento a Sankara, Pietrosante ha detto di volere rendere questo parco «sempre più un ponte tra l’Italia e il Burkina Faso, tra la comunità del Municipio Roma III e la comunità burkinabé in Italia. Un ponte fatto di amicizia, conoscenza reciproca e occasioni per stare insieme, superando distanze geografiche e culturali». Ricordare Sankara, secondo Pietrosante, significa anche costruire relazioni, valorizzare le culture e creare nuove opportunità di incontro tra i nostri popoli.

Le radci del legame con Roma

Un legame, quello tra la capitale e il Paese africano, che affonda le radici in una trama consolidata di cooperazione, impegno civile e forte presenza diasporica. Roma, snodo globale delle agenzie Onu per l’alimentazione (Fao, Ifad, Pam), richiama direttamente le battaglie di Sankara per l’autosufficienza agricola e la sovranità alimentare. A questo piano istituzionale si affianca la vitalità della comunità burkinabé romana che, insieme a realtà associative e culturali locali, mantiene viva da anni la lezione del leader attraverso progetti editoriali e momenti d’incontro nei quartieri della città, trasformando questo rapporto storico in un laboratorio continuo di cittadinanza e solidarietà internazionale.

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