Il parlamento algerino ha approvato all’unanimità l’invio di unità dell’esercito in Niger. La mossa apre la strada al primo dispiegamento ufficiale di truppe algerine all’estero dal 1973, anno della guerra arabo-israeliana. Lo riferisce la stampa locale, precisando che il via libera è stato votato sia dall’Assemblea nazionale del popolo, la Camera bassa, sia dal Senato.
Fonti dei media algerini indicano che le forze inviate potrebbero proteggere gli impianti petroliferi e gli investimenti della compagnia nazionale di idrocarburi Sonatrach nel nord del Niger. Negli ultimi mesi Algeri ha intensificato il sostegno a Niamey. Ha fornito quattro elicotteri militari e ha schierato aerei da combattimento dopo un tentativo di ammutinamento militare in agosto.
«Proteggeremo il Niger a qualunque costo», aveva dichiarato all’inizio di ottobre il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, sottolineando gli interessi economici del suo Paese.
Il voto è arrivato pochi giorni dopo la visita ad Algeri del ministro della Difesa nigerino, Salifou Modi. La decisione segna una svolta nella tradizionale dottrina algerina di non intervento militare oltre i confini nazionali. Il Niger deve infatti affrontare diverse minacce alla sicurezza, tra cui quelle dei gruppi jihadisti.



