Giornata di tensione ieri in Tunisia, con scontri tra manifestanti e forze di sicurezza alla periferia della capitale e in due città del governatorato di Sfax, nella parte centro-meridionale del Paese. Le proteste sono seguite ad alcune morti avvenute nei giorni precedenti.
A Ettadhamen, quartiere popolare alla periferia nord-occidentale di Tunisi, i disordini sono cominciati dopo il funerale di un giovane di 24 anni, morto mercoledì in seguito a un’irruzione della Guardia nazionale nella sua casa. La famiglia accusa gli agenti di averlo picchiato, mentre secondo una fonte di sicurezza citata da Radio Mosaique il giovane avrebbe ingerito la droga che deteneva; sulle circostanze della morte è stata aperta un’inchiesta. In serata i manifestanti hanno bloccato le strade del quartiere e dato fuoco a pneumatici, e la Guardia nazionale ha risposto con i lacrimogeni.
Scontri anche a Jebiniana, dove secondo i parenti un 25enne è morto durante un inseguimento, e ad Agareb, dopo la morte di un uomo che martedì si era dato fuoco davanti alla sede dell’amministrazione locale. A Sfax i sindacati studenteschi hanno proclamato per oggi uno sciopero in tutte le facoltà, dopo la morte di una studentessa nella residenza universitaria, per denunciare i ritardi nei soccorsi.
Sabato scorso migliaia di persone avevano partecipato a Tunisi a una delle più grandi manifestazioni contro il presidente Kais Saied degli ultimi anni, promossa dal sindacato Ugtt.



