Una controversia sull’apprendimento delle lingue nel sistema scolastico sudafricano è stata all’origine di una delle manifestazioni più brutalmente represse della Storia. Oggi ricorre il cinquantesimo anniversario della rivolta di Soweto, la protesta nelle strade del famoso quartiere di Johnnesburg che segnò una svolta nella lotta contro l’apartheid.
Il 16 giugno 1976 migliaia di studenti delle scuole superiori di quel ghetto nero situato parteciparono a una manifestazione pacifica per protestare contro l’imposizione dell’afrikaans, considerata la lingua degli oppressori bianchi, nelle scuole per neri. La manifestazione fu interrotta da un intervento della polizia che aprì il fuoco sulla folla, facendo precipitare il Sudafrica in una violenza senza precedenti dall’instaurazione del regime dell’apartheid nel 1948. Gli scontri esplosi a Soweto si diffusero nel Paese durante tutto l’anno. I manifestanti vennero repressi duramente.
Le ripercussioni di questi tumulti, tuttavia, contribuirono ad accrescere la consapevolezza globale sulla situazione in Sudafrica. Indignata dal brutale intervento della polizia, che causò almeno 500 morti, la comunità internazionale iniziò a imporre sanzioni contro il regime, intensificando le pressioni per l’abolizione dell’apartheid.
A trentacinque anni dalla fine dell’apartheid, il Sudafrica è ancora alle prese con la sua eredità e persistono disuguaglianze nell’accesso all’istruzione, salari diversi, comunità segregate e enormi disparità economiche. Mentre la nazione commemora il 50° anniversario di quel tragico giorno del 1976, diventato nel Paese Giornata della Gioventù, nuovi dati mettono nuovamente in luce la difficile realtà che i giovani si trovano ad affrontare quando cercano di entrare nel mondo del lavoro. Secondo l’indagine trimestrale sulla forza lavoro condotta da Statistics South Africa per il primo trimestre del 2026, solo tre sudafricani su dieci di età compresa tra i 15 e i 24 anni che desiderano lavorare attualmente hanno un impiego o sono impegnati in percorsi di istruzione o formazione.
In Sudafrica, la sfida è tanto più ardua quanto i giovani rappresentano la metà di tutta la popolazione in età lavorativa del Paese.
(Foto di copertina: courtesy South African History Online)



