Issa Tchiroma Bakary, leader dell’opposizione camerunese in esilio, ha annunciato di aver depositato due denunce presso il Tribunale di Parigi contro il presidente Paul Biya e una ventina di alti funzionari dello Stato, invocando il principio della giurisdizione universale. Le accuse riguardano la repressione delle manifestazioni seguite alle elezioni presidenziali del 12 ottobre 2025 e la detenzione di migliaia di persone che, secondo l’ex ministro, si troverebbero ancora in carcere in condizioni definite «illegali».
Le denunce coinvolgono figure di primo piano dell’apparato politico e di sicurezza camerunese, tra cui il segretario generale della presidenza Ferdinand Ngoh Ngoh, membri del governo e responsabili delle forze dell’ordine. Secondo gli avvocati dell’oppositore, l’iniziativa rappresenta solo il primo passo di un’azione che potrebbe estendersi ad altri meccanismi internazionali per i diritti umani.
Dal governo di Yaoundé, il ministro Grégoire Owona ha minimizzato l’azione giudiziaria, definendola un tentativo dell’ex candidato di attirare attenzione mediatica. Gli avvocati di Tchiroma sostengono invece che la raccolta di prove e testimonianze sia già in corso per ricostruire la catena di responsabilità nella gestione delle proteste post-elettorali.



