L’Africa nella nuova alleanza navale per difendere il Mar Rosso

di claudia

L’Arabia Saudita ha promosso la creazione di un’alleanza militare navale multinazionale per proteggere le rotte marittime del Mar Rosso, dello stretto di Bab el-Mandeb e del Golfo di Aden. L’iniziativa, formalizzata a Riad al termine di un vertice a cui hanno partecipato ieri rappresentanti militari di 43 Paesi oltre a una delegazione della Ue, ha visto la firma di una dichiarazione congiunta da parte di quattordici nazioni.

L’intesa stabilisce la nascita dell’Alleanza multinazionale di difesa marittima, la cui sede centrale sarà ospitata nel territorio saudita. La struttura organizzativa prevista comprende un comando congiunto, un centro di controllo operativo e una segreteria generale con il compito di coordinare le attività di pattugliamento, la scorta ai mercantili, la condivisione delle informazioni di intelligence ed esercitazioni navali comuni. Oltre all’Arabia Saudita, i Paesi aderenti includono Bahrein, Bangladesh, Egitto, Giordania, Gibuti, Kuwait, Nigeria, Pakistan, Qatar, Somalia, Sudan e Yemen. I promotori hanno sostenuto che la coalizione avrà un carattere strettamente difensivo e resta aperta all’adesione di altri Stati interessati a tutelare la stabilità dei traffici commerciali.

Il progetto risponde alle crescenti minacce alla sicurezza della navigazione nei nodi marittimi compresi tra il Medio oriente e l’Africa orientale, nate dai blocchi e dagli attacchi condotti dalle milizie houthi in Yemen e dalle tensioni nell’area dello stretto di Hormuz. Le interferenze ai transiti commerciali in questi passaggi obbligati, attraverso i quali transita circa il 20% delle forniture energetiche mondiali oltre a consistenti volumi di merci in container, hanno provocato un rialzo dei noli marittimi e una forte volatilità sui mercati delle materie prime. Con vie marittime strette fra tre colli di bottigli – Suez, Hormuz e Bab el-Mandeb – l’Arabia Saudita è particolarmente interessata a garantire la sicurezza di passaggi marittimi che altrimenti le chiuderebbero di fatto vitali sbocchi commerciali e logistici.

Condividi

Altre letture correlate: