A due giorni dall’attacco con cui un drone ha colpito due navi nel porto di Damietta, tra cui una nave cisterna per il gas, il governo egiziano ha assicurato di avere a disposizione fonti alternative per coprire il proprio fabbisogno energetico.
Il ministro del Petrolio Karim Badawi ha affermato che l’Egitto dispone di quattro unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione, oltre a una quinta nave ormeggiata nel porto giordano di Aqaba, che i due Paesi condividono.
Il ministro dell’Elettricità Mahmoud Esmat ha dichiarato che la domanda di elettricità dell’Egitto ha raggiunto livelli massimi, compresi tra 37 e 39 GW, negli ultimi 15 giorni, aggiungendo che il governo dispone di scorte sufficienti di diversi combustibili alternativi, tra cui oltre 425.000 tonnellate di olio combustibile solo nelle centrali elettriche, oltre a ulteriori scorte nei depositi strategici.
Nessun gruppo ha finora rivendicato la responsabilità dell’attacco e le autorità stanno proseguendo le indagini.



