Star Wars, attrazioni stellari in Tunisia

di Marco Trovato
Tempo di lettura stimato: 3 minuti
Oggi è lo Star Wars Day, la festa in cui milioni di fan in tutto il mondo celebrano la saga di Guerre Stellari. La Tunisia, alle prese con una profonda crisi economica acuita dalla pandemia, ospita ancora nel suo deserto i set in cui furono girate le memorabili scene del primo episodio, nel lontano 1977. E le autorità accarezzano il sogno di richiamare gli appassionati di fantascienza – appena le condizioni sanitarie lo permetteranno – a visitare queste attrazioni stellari

Per i fan di Guerre stellari oggi, 4 maggio, è un giorno speciale: è lo Star Wars Day, la festa in cui si celebra la cultura legata alla saga di George Lucas. La data è stata scelta grazie a un gioco di parole in inglese: la famosa citazione «May the Force be with you» (Che la Forza sia con te) e la frase «May the fourth be with you» (“Che il 4 maggio sia con te”) si pronunciano infatti allo stesso modo. Il primo episodio della saga è uscito al cinema il 25 maggio del 1977, diventando uno dei film dal maggior incasso nella storia. E molte scene di quel capolavoro furono girate nel sud della Tunisia.

Il deserto tunisino infatti fu scelto dai produttori americani per rappresentare il pianeta sterile di Tatooine nel primo memorabile film uscito nelle sale cinematografiche. In particolare le località di Matmata, Medenine e Tataouine (notare l’assonanza con il nome del pianeta) furono usate per le riprese del villaggio galattico di Mos Espa, luogo di nascita di Shmi e Anakin Skywalker (quest’ultimo altrimenti conosciuto con il sinistro nome di Dart Fener). La morfologia di questo territorio, in effetti, si presta perfettamente per ricreare un’ambientazione spaziale. Il deserto roccioso color ocra della regione ricorda il paesaggio lunare e le incredibili abitazioni troglodite che crivellano le colline come tanti crateri creano un’atmosfera surreale, unica al mondo. Alcune di queste abitazioni – costruite a scopo difensivo nell’antichità dalle popolazioni berbere – si sono perfettamente conservate nel tempo e sono pressoché identiche a come si presentavano ai tempi di Star Wars. Nei dintorni di Matmata si vedono ancora alcune sagome e attrezzature utilizzate durante le riprese.

Le potenzialità turistiche sono evidenti, ma altrettanto evidente è la mancanza di adeguati investimenti. In una parete rocciosa, all’interno di una grotta troglodita, è stato ricavato anche un albergo spartano, l’hotel Sidi Driss, ma le sue camere-grotte (10 dollari a notte) sono vuote da più di un anno a causa della pandemia. E non vanno meglio gli affari di un vicino ristorante, piuttosto trascurato. I visitatori stranieri che si spingevano fin quaggiù, anche prima della crisi sanitaria, erano pochi. Mancano le infrastrutture, i servizi, cartelli e mappe. Ma le autorità tunisine sognano ancora di trasformare questi luoghi sperduti in attrazioni “stellari” – in vista della riapertura delle frontiere, che avverrà appena torneranno le condizioni di sicurezza.

«Abbiamo la fortuna di ospitare gli unici set di Star Wars rimasti ancora in piedi nel mondo: non resta che trovare gli investimenti per promuoverli», fa sapere un giovane di Matmata che come molti suoi coetanei si trova senza lavoro. Obiettivo: far diventare il deserto tunisino un luogo di pellegrinaggio per gli appassionati di Star Wars, che sono ancora numerosissimi come dimostra la nuova trilogia prodotta negli ultimi anni. C’è l’idea di realizzare un piccolo museo, ma anche raduni e rassegne cinematografiche. Nel frattempo, i fan più accaniti di Guerre Stellari hanno lanciato su Internet una campagna di crowdfunding che punta a finanziare la valorizzazione dei famosi set tunisini. (M.T.)

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