Marocco | «No al piano Trump per la Palestina»

di Enrico Casale
proteste anti Trump in Marocco
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I marocchini sono scesi in strada per protestare contro il piano Trump in Palestina. «La Palestina non è in vendita», «Non sosteniamo l’entità sionista». Questi sono solo alcuni degli slogan cantati da migliaia di manifestanti a Rabat ieri, domenica 9 febbraio. Alcuni manifestanti hanno persino bruciato una bandiera israeliana.

Tra i manifestanti c’erano simpatizzanti islamisti, sindacalisti e personaggi politici. Tutti radunati per chiedere un «boicottaggio dei prodotti degli Stati Uniti», considerati «nemici della pace».

Questo piano, ritenuto troppo favorevole agli israeliani e respinto dai palestinesi, non gode di sostegno popolare in Marocco. Anche perché, tra le altre cose, prevede di rendere Gerusalemme «la capitale indivisibile» di Israele.

Come alleato degli Stati Uniti, il regno ha ufficialmente «apprezzato gli sforzi costruttivi di pace dispiegati dall’amministrazione americana». Tuttavia, il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, ha ribadito la posizione tradizionale di Rabat a favore di uno Stato palestinese con Gerusalemme Est come capitale.

Il Marocco non ha relazioni diplomatiche con Israele da più di vent’anni. Nel Paese però vive, in relativa tranquillità, la più grande comunità ebraica del mondo arabo. Sono gli eredi degli ebrei sefarditi cacciati dalla Spagna alla fine del Quattrocento. Qui sono sempre stati accolti e protetti dai vari sovrani. Alcuni esponenti della comunità ebraica hanno raggiunto anche posizioni di privilegio nell’ambito dell’amministrazione pubblica.

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