Camerun | Voto tra violenze e scarsa affluenza

di Enrico Casale
elezioni in camerun
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Scarsa affluenza, ma anche disordini e violenze hanno caratterizzato le elezioni che si sono tenute ieri, 9 febbraio, in Camerun. Nelle regioni di lingua inglese, da anni sconvolte da una ribellione secessionista, sono stati segnalati scontri nella città di Muyuka e testimoni hanno riferito di aver sentito spari nella città di Buea e Kuma. All’inizio della settimana, i combattenti separatisti nelle terre anglofone hanno organizzato diverse azioni e molti residenti sono fuggiti dalle case per paura di un possibile scontro tra militanti e forze di sicurezza.

Il voto nelle regioni francofone sembra essere stato meno turbolento. Secondo l’agenzia di stampa Afp, l’affluenza ai seggi è stata bassa, non c’erano folle al di fuori dei seggi elettorali della capitale, Yaoundé.

Il partito dell’opposizione MRC ha rifiutato di presentare propri candidati e ha chiesto il boicottaggio delle elezioni. Il leader del partito Maurice Kamto è stato incarcerato per nove mesi dopo aver perso le elezioni presidenziali del 2018 e ora vive all’estero. I commentatori ritengono che non vi sia alcuna possibilità che il partito Rdpc del presidente Paul Biya perda il controllo del parlamento. I risultati ufficiali sono attesi entro due settimane.

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