Il parlamento del Ghana ha approvato una proposta di legge sui diritti sessuali e i valori familiari che limiterebbe la libertà per le persone omosessuali. Il testo, che attende ora la ratifica del presidente John Dramani Mahama per entrare in vigore, prevede sanzioni severe, tra cui la reclusione, per chi intraprende relazioni omosessuali.
Le ricostruzioni dei principali media internazionali e locali divergono parzialmente sulle pene previste dalla normativa: secondo l’emittente francese Rfi e l’agenzia Reuters la reclusione varia da tre a cinque anni, mentre altre fonti giornalistiche internazionali riferiscono di sanzioni fino a dieci anni. Rispetto alla versione del 2024, decaduta per la mancata firma dell’ex capo di Stato, l’attuale testo esenta da responsabilità penali avvocati, medici e operatori dei media.
La misura è stata condannata da di diverse organizzazioni non governative, tra cui Human Rights Watch, secondo cui la norma mette a rischio le vite delle persone interessate, calpesta i diritti costituzionali alla riservatezza e alla libertà di espressione e incentiva la delazione tra privati cittadini.
Sul piano geopolitico ed economico, il ministero delle Finanze locale aveva già avvertito in passato che l’adozione di un simile quadro normativo potrebbe compromettere finanziamenti internazionali per miliardi di dollari, pari a circa miliardi di euro.
Nonostante le forti critiche esterne, il presidente Mahama ha espresso fin dal suo insediamento, avvenuto lo scorso anno, il proprio favore alla legge. Nel Paese i rapporti tra persone dello stesso sesso sono di fatto vietati fin dall’epoca coloniale britannica.



