Grande diga sul Nilo, Etiopia: «procederemo con il riempimento»

di Valentina Milani
diga sul nilo
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L’Etiopia procederà con il riempimento della Grand Ethiopian Renaissance Dam (Gerd) “come programmato” e reputa “inaccettabile” la richiesta di un accordo prima di tale operazione, “che precluda i suoi legittimi diritti, attuali e futuri, sull’utilizzo del Nilo”. E’ quanto si legge nella nota diffusa da Addis Abeba dopo i colloqui tenuti a Kinshasa, nella Repubblica democratica del Congo, con Egitto e Sudan, accusati di aver adottato “un approccio volto a minare” il negoziato guidato dall’Unione africana e di aver “ostacolato” il processo.

Nel suo intervento di apertura dei colloqui a Kinshasa, il ministro degli Esteri etiope, Demeke Mekonnen, ha espresso la disponibilità del governo a “una conclusione favorevole del negoziato”, sottolineando però “il diritto di tutti i Paesi rivieraschi ad usare il fiume Nilo” e “l’importanza di cancellare il monopolio dell’uso delle acque del Nilo da parte dei Paesi a valle”.

Entrando nel pieno dei colloqui, Addis Abeba ha quindi respinto la proposta di Egitto e Sudan di riconoscere agli attuali osservatori del negoziato, Sudafrica, Stati Uniti ed Unione europea, lo stesso status dell’Ua perché “determinata a mantenere la piena ownership del processo da parte dei tre paesi e l’integrità del processo guidato dall’Ua”.

“I due Paesi hanno seguito un approccio che cerca di minare il processo guidato dall’Ua e di portare la questione fuori dalla cornice africana – si legge nella nota diffusa da Addis Abeba – hanno anche bloccato la ripresa dei negoziati respingendo una bozza di comunicato che conteneva le decisioni adottate in due giorni di riunione. Entrambi i paesi hanno tentato di ostacolare il processo”.

Riguardo quindi alla richiesta di Khartoum e il Cairo di arrivare a un accordo prima del prossimo riempimento del bacino della diga, previsto a luglio, Addis Abeba ha affermato che “non può stipulare un accordo che precluda i suoi legittimi diritti, attuali e futuri, sull’utilizzo del Nilo”.

Il riempimento per il secondo anno della Gerd avverrà come programmato ai sensi della Dichiarazione di principi (firmata dai tre paesi nel 2015, ndr) – ha dichiarato Addis Abeba nella nota – a questo riguardo, l’Etiopia ha espresso la propria disponibilità a facilitare lo scambio di dati e informazioni sul riempimento della diga. Le posizioni che contestano il riempimento della diga prima della conclusione di un accordo non hanno alcun fondamento giuridico e violano il diritto intrinseco dell’Etiopia di utilizzare la sua risorsa naturale, è inaccettabile”.

In conclusione del comunicato, il governo etiope ha fatto sapere di attendersi “che il processo venga ripreso la terza settimana di aprile” su richiesta “dell’attuale presidente dell’Ua”.

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