Corsa alla pace nel Corno d’Africa

di Raffaele Masto

È una vera e propria corsa alla pace nel Corno d’Africa. Dopo la riconciliazione tra Etiopia ed Eritrea, innescata dal nuovo premier di Addis Abeba Abiy Ahmed, c’è stato un vertice ad Asmara tra i presidenti di Eritrea, Etiopia e Somalia. Anche la Somalia era in rotta con l’Eritrea perché il regime di Isaias Afworki veniva accusato di sostenere, proteggere e armare il gruppo jihadista al Shabaab che continua a realizzare attacchi e attentati contro Mogadiscio.

Ora a questo gruppo si è aggiunto anche Gibuti, piccolo paese ma di cruciale importanza strategica che confina con tutti e tre i paesi e soprattutto ospita nel suo territorio truppe di Stati Uniti, Francia, Cina, Italia. Anche con Gibuti l’Eritrea aveva una controversia territoriale che era cominciata nel 1996 quando Gibuti aveva accusato Asmara di un attacco armato nel villaggio di Ras Doumeirah, abitato dall’etnia nomade degli Afar.

Questo episodio non trascinò i due paesi in una guerra vera e propria grazie ad una mediazione del Qatar che fece scemare la tensione, ma non risolse il contrasto. Da quell’episodio Gibuti stabilì un rapporto preferenziale con l’Etiopia che consentì, tra l’altro, la costruzione della ferrovia Addis Abeba-Gibuti con capitali cinesi. Ora, con la chiusura della controversia con l’Eritrea sancita da un incontro al vertice tra i due ministri degli esteri, anche Gibuti è diventato parte dei paesi che stanno ridisegnando l’equilibrio geo-politico nel Corno d’Africa.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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