Burkina Faso: lotta africana, i senegalesi campioni regionali

di Valentina Milani

I lottatori senegalesi hanno vinto questo fine settimana in Burkina Faso la decima edizione del Festival Internazionale di lotta africana, danze tradizionali e canti di Sourou – Festiladc.

La competizione di lotta tradizionale africana, fondata nel 2000 da Saran Sérémé, leader politica burkinabé, attuale Mediatrice della repubblica, ha riunito lottatori di Burkina Faso, Costa d’Avorio, Niger, Senegal e Togo. “I leoni senegalesi hanno ruggito nell’arena dello stadio Sangoulé-Lamizana a Tougan”, riferisce il sito d’informazione burkinabè Sidwaya, precisando che la squadra del Burkina ha perso solo un combattimento su cinque, quello contro gli avversari del Senegal.

La gara dei lottatori ha coinvolto tre categorie, 86 chili, 100 chili e 120 chili. La classifica si è fatta a punti. Ogni Paese presenta tre lottatori per tre combattimenti. Al termine di questi tre incontri, la vittoria va alla nazione che vince il maggior numero di incontri. Dietro il Senegal, sono arrivate seconde e terze le squadre del Burkina Faso e del Niger.

Il Festival ha organizzato anche una gara nazionale tra regioni per le donne lottatrici e per gli under 22.

L’United World Wrestling definisce la lotta africana uno sport di combattimento collettivo. I lottatori in base alla loro età e categorie di peso si confrontano in incontri individuali per affermare la superiorità di una squadra sull’altra. Il codice dell’Uww sancisce il carattere tradizionale di questa forma di lotta. Il combattimento è preceduto da un rituale, non più lungo di un minuto, e che consiste in una serie di pratiche specifiche per ogni Paese, compresi amuleti, canti, danze invitanti, sfide, incantesimi simbolici.

La tecnica di lotta è esclusivamente in piedi. Qualsiasi azione intrapresa dopo la ferma caduta a terra è vietata. L’attacco da due ginocchia in giù è proibito. È consentito il supporto con una mano a terra durante l’attacco o il contrattacco. La tecnica richiede l’uso diretto e attivo delle braccia su tutto il corpo dell’avversario (braccia, tronchi, gambe), la partecipazione diretta e attiva delle gambe alle azioni difensive e offensive. In tutti i casi, l’impugnatura del collo e l’impugnatura della cintura sono severamente vietati.

La promotrice Saran Sérémé, impegnata da circa vent’anni nella divulgazione di questo sport, ha ricordato che la lotta tradizionale è lo sport identitario dello spazio della Comunità economica dell’Africa occidentale (Ecowas/Cedeao).

Gli organizzatori hanno assegnato un trofeo d’onore al presidente del Burkina Faso, Faso Roch Marc Christian Kaboré. Un altro trofeo è stato consegnato anche al mediatore del Senegal, Alioune Badara Cissé, co-presidente di questa edizione del festival.

Per approfondire, sul numero di marzo-aprile della rivista Africa è possibile leggere un servizio dedicato alla lotta senegalese.

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