Arene Decoloniali 2026: a Roma una settimana dedicata ai femminismi del Sud del mondo

di Tommaso Meo
Arene decoloniali 2026

Torna a settembre il Festival di Un Ponte Per incentrato sul tema della decolonialità, con cinema, incontri pubblici, mostre e momenti di socialità

Dopo il successo della prima edizione, dal 7 al 13 settembre torna Arene Decoloniali, il festival organizzato dalla ong Un Ponte Per. Per sette giorni il Parco della Torre di Tor Marancia, a Roma, ospiterà proiezioni cinematografiche gratuite, incontri pubblici, attività culturali e momenti di socialità. Il progetto è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Questa seconda edizione – gemellata con il Decolonial Film Festival di Parigi – è interamente dedicata ai femminismi nati e sviluppati nei contesti segnati dall’esperienza coloniale e postcoloniale. Attraverso film, documentari e cortometraggi provenienti da Africa, area Swana (Southwest Asia and North Africa), America Latina e dalle diaspore, l’iniziativa intende valorizzare la rilevanza politica e teorica di prospettive spesso marginalizzate nel dibattito pubblico occidentale, mettendo al centro il rapporto tra genere, colonialismo, razzismo, memoria e resistenza. L’obiettivo è aprire uno spazio di ascolto e dialogo sulle molteplici forme di autodeterminazione delle donne. Tra le novità di quest’anno figura anche l’istituzione del Premio Arene Decoloniali, promosso dall’Associazione culturale Arene Decoloniali insieme a Un Ponte Per: una giuria di esperti e il pubblico premieranno un’opera della rassegna con un’opera d’arte creata appositamente per l’occasione.

Il percorso culturale della manifestazione si snoderà in una ricca narrazione continuativa di incontri, dibattiti e visioni. Si inizierà lunedì 7 settembre con la giornata d’apertura affidata alla tavola rotonda «Femminismi e decolonialità: uno sguardo», con la partecipazione di Maria Coletti, Daniela Ricci, Micaela Veronesi, Rahma Nur, Rachele Borghi, Yodit Estifanos e l’Associazione Tezeta. A partire dalle 20:00 l’Inaugurazione dell’esposizione collettiva “2026: Sguardi oltre i confini”, una riflessione sui temi dell’identità, della relazione e dell’incontro tra culture, realizzata in collaborazione con l’Associazione Arte Altra. A seguire, saranno proiettati il cortometraggio Fragments for Venus di Alice Diop e il film Surname Viet Given Name Nam di Trinh T. Minh-ha.

Martedì 8 settembre la riflessione proseguirà sul tema «Dal colonialismo al presente: cinema e trasformazione» in un dibattito alla presenza della regista angolana Pocas Pascoal, insieme a Daniela Ricci, Micaela Veronesi e Caterina Cingolani, prima della visione delle sue opere Time to Change e Por Aqui Tudo Bem. Mercoledì 9 settembre l’attenzione si sposterà sulle donne nella resistenza anticoloniale, con l’incontro condotto da Nadia Pizzuti e Isabella Peretti insieme a Bridget Kwazimaa Ohabuche e Ubah Cristina Ali Farah, a cui seguiranno i film FUORI/OUTSIDE di Kym Ragusa e Finding Sally di Tamara Mariam Dawit.

La seconda parte della settimana prenderà il via giovedì 10 settembre con il focus «Memorie in movimento», durante il quale la regista Tezetà Abraham presenterà NN – Non Noto dialogando con Daniela Ricci, Christian Raimo, Monica Usai, Isabella Peretti e Carmelo Giordano, introducendo la visione serale del suo lavoro e di Bush Mama di Haile Gerima. Venerdì 11 settembre l’esplorazione si concentrerà sul femminismo saharawi tra muri, mine e libertà, grazie agli interventi di Fatima Mahfoud (portavoce del Fronte Polisario in Italia), Debora Del Pistoia, Valentina Roversi, Souadou Lagdaf, Gianluca Diana e Priscilla Peroni, accompagnati dal concerto degli Electro Fazzeni e dalle proiezioni di Mariem di Javier Corcuera, Dissonancia di Raquel Larrosa, Battalion to My Beat di Eimi Imanishi e Solo per farti sapere che sono viva di Simona Ghizzoni ed Emanuela Zuccalà.

Nel fine settimana, sabato 12 settembre si affronterà il confronto generazionale nei femminismi in Palestina con Laila Sit Aboha e Cecilia Dalla Negra, arricchito dal collegamento con la regista Sahera Dirbas – che commenterà estratti da Deir Yassin Village and Massacre, Suzan’s Fingerprint e testimonianze da Gaza – e da una selezione dal Queer Cinema for Palestine. Infine, domenica 13 settembre la manifestazione si chiuderà esplorando i femminismi indigeni e l’America Latina: il programma prevede un laboratorio con Italiani Senza Cittadinanza, l’intervento della politologa Françoise Vergès, un confronto con Francesca Casafina, Pilar Morena d’Alò e la regista Mónica Taboada-Tapia in collegamento, per concludersi con le visioni dei film 4 AVRIL 1968 di Myriam Gharbi e Alma del desierto della stessa Taboada-Tapia.

In ideale prosecuzione con Arene Decoloniali dal 17 settembre al 6 novembre alla Casa della Memoria e della Storia di Roma sarà esposta una mostra fotografica sulla deportazione coloniale a Ustica, realizzata in collaborazione con il Centro Studi Isola di Ustica. La mostra documenta la deportazione di migliaia di oppositori libici sull’isola e il loro incontro con i confinati antifascisti. La politica delle deportazioni, e dei campi di concentramento e internamento coloniali in Libia, Etiopia e nei Balcani sarà oggetto di un convegno che si terrà nello stesso luogo il 2 ottobre.

Condividi

Altre letture correlate: