Svolta storica a Mauritius: il matrimonio non è più un’attenuante per lo stupro

di Tommaso Meo
violenza sessuale

D’ora in poi nelle isole Mauritius il matrimonio, civile o religioso, non potrà più essere invocato come attenuante dai mariti a processo per lo stupro delle loro mogli. Ieri sera il parlamento mauriziano ha approvato un emendamento al codice penale che elimina questa eccezione. Adottando la modifica, è stato sancito il principio secondo cui il consenso rimane indispensabile, anche all’interno del matrimonio.

Il ministro della Giustizia di Mauritius, Gavin Glover, ha sottolineato la portata simbolica e giuridica di questa riforma. Il matrimonio, ha detto: «Non è più uno scudo» e d’ora in poi non esiste alcuna differenza tra uno stupro commesso da un marito verso propria moglie e quello perpetrato da uno sconosciuto.

Anzi, sono state inasprite le sanzioni nei casi di violenza sessuale in cui l’autore è il coniuge, un partner intimo o quando la vittima è incinta, vulnerabile, minorenne o già vittima di violenza domestica. Per il governo, il tradimento della fiducia all’interno della coppia costituisce una circostanza aggravante che giustifica pene più severe, che possono andare da dieci a quarantacinque anni di reclusione.

Il passo avanti è stato accolto all’unanimità dalla politica, anche se alcuni parlamentari ritengono che sia necessaria una vera e propria legge sui reati sessuali.

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