La crisi diplomatica che ha congelato per mesi i rapporti tra Algeria e Niger sembra essersi distesa, con il ritorno ufficiale dei rispettivi ambasciatori nelle capitali e la ripresa della cooperazione bilaterale. Secondo Radio France Internationale, il disgelo si è concretizzato con l’arrivo a Niamey del diplomatico algerino Bekhedda Mehdi, mentre il suo omologo nigerino, Aminou Malam Manzo, ha ripreso contestualmente le sue funzioni ad Algeri, segnando la fine di un periodo di gelo tra i due vicini del Sahel.
La crisi tra i due Paesi è iniziata nella primavera del 2025, in seguito all’incidente del drone maliano abbattuto il 31 marzo dello stesso anno dall’esercito algerino a Tinzaouatine, nell’estremo sud dell’Algeria. Il Mali ha accusato l’esercito algerino di “aver distrutto il velivolo sul suolo maliano”. In risposta, le autorità algerine insistettero sul fatto che il drone aveva violato “lo spazio aereo algerino due volte prima di essere abbattuto”. Il 6 aprile 2025, i tre Paesi dell’Alleanza degli Stati del Sahel (Aes), ovvero Niger, Mali e Burkina Faso, annunciarono il ritiro dei loro ambasciatori dall’Algeria in segno di protesta.
Il riavvicinamento tra i due Paesi è stato favorito da un recente scambio di messaggi ai massimi livelli tra il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune e il generale Abdourahamane Tiani. La riapertura delle ambasciate non ha solo un valore simbolico, ma prelude alla riattivazione di dossier strategici comuni rimasti in sospeso, tra cui la cooperazione nella lotta al terrorismo lungo la frontiera condivisa e la gestione dei complessi flussi migratori che attraversano il deserto verso il Mediterraneo.



