Urne aperte oggi in Tanzania per un voto dal risultato scontato

di claudia
elezioni in tanzania

di Valentina Giulia Milani

Urne aperte oggi in Tanzania per eleggere presidente, Parlamento e rappresentanti locali, in un clima di tensione e scarsa fiducia. La presidente uscente Samia Suluhu Hassan, del partito al potere Ccm, appare favorita in un voto privo di reali sfidanti.

Urne aperte oggi in Tanzania per eleggere il presidente, i membri del Parlamento e i rappresentanti locali, in un voto che si svolge in un contesto segnato da tensioni politiche, sfiducia e forti restrizioni alle libertà civili. Numerosi sondaggi e analisi indicano una vittoria quasi certa per la presidente uscente Samia Suluhu Hassan, del partito al potere Chama Cha Mapinduzi (Ccm), al governo ininterrottamente dal 1961, anno dell’indipendenza del Paese dal Regno Unito.

Hassan, prima donna a guidare la Tanzania, era salita alla presidenza nel 2021 dopo la morte del suo predecessore John Pombe Magufuli, e da allora ha consolidato la sua posizione, seguendo — secondo molti osservatori — la stessa linea autoritaria che aveva caratterizzato la leadership di Magufuli. Le principali figure dell’opposizione, Tundu Lissu del partito Chadema e Luhaga Mpina di ACT-Wazalendo, non sono state ammesse alla corsa presidenziale: il primo è detenuto con accuse di alto tradimento che lui definisce politicamente motivate, mentre Mpina è stato escluso per irregolarità formali nella candidatura.

Con i principali rivali in prigione o fuori gioco, il partito di governo si presenta alle urne praticamente senza avversari. “Il Ccm arriva a questo voto virtualmente incontrastato”, ha detto il ricercatore tanzaniano Nicodemus Minde, dell’Institute for Security Studies di Pretoria, citato da Associated Press (Ap). “Il rischio è che le elezioni rafforzino pratiche autoritarie piuttosto che far progredire la democrazia”.

Nonostante la presenza formale di 16 candidati, la campagna elettorale si è concentrata sulla figura di Hassan, che ha promesso “lavoro e dignità” e una ripresa economica fondata sull’agricoltura e sulla stabilità politica. La presidente ha invitato i cittadini a recarsi alle urne “in pace e in massa”, ma secondo diversi analisti la partecipazione rischia di essere bassa, in un clima di apatia e disillusione.

Samia Suluhu Hassan

Secondo Amnesty International, il Paese di 68 milioni di abitanti vive da mesi in un “clima di paura”, caratterizzato da arresti arbitrari, abduzioni e restrizioni alla libertà di stampa e di associazione. Le autorità hanno avvertito che non tollereranno proteste o disordini durante il voto, mentre l’opposizione ha denunciato possibili tentativi di oscurare internet per limitare la comunicazione.

Alcuni cittadini, intervistati da Ap, hanno espresso timori per la sicurezza e dubbi sulla trasparenza del processo. “La pace deve prevalere perché l’elezione si svolga senza caos né paura”, ha dichiarato Joshua Gerald, residente a Dar es Salaam. “Senza pace, le persone potrebbero non esercitare i propri diritti democratici”. Anche tra i giovani cresce il malcontento. “Il governo deve proteggere i nostri diritti costituzionali, soprattutto quello di manifestare”, ha detto Noel Johnson, un elettore della capitale economica.

Secondo Richard Mbunda, politologo dell’Università di Dar es Salaam, l’apatia e la frustrazione potrebbero degenerare in instabilità. “Ci sono chiari segnali di tensione”, ha detto ad Ap. “Il tono di riconciliazione usato durante la campagna dovrebbe essere autentico. Le elezioni sono legalmente valide, ma mancano di legittimità politica”.

La Tanzania, considerata a lungo uno dei Paesi più stabili dell’Africa orientale, affronta oggi una delle prove democratiche più delicate della sua storia recente. Mentre il Ccm appare destinato a mantenere il potere per il 64° anno consecutivo, molti si chiedono se la pace proclamata dai vertici politici basterà a mascherare le crepe sempre più evidenti nella democrazia tanzaniana.

Condividi

Altre letture correlate: