La Tanzania è il regno mondiale di leoni e bufali: lo dice un censimento

di claudia
Leone

La Tanzania ospita la più grande popolazione mondiale di leoni e bufali, con circa 17.200 felini e 328.000 bovidi censiti sul suo territorio. È quanto emerge dai risultati del censimento nazionale della fauna selvatica 2024/2025, annunciati dal ministro delle risorse naturali e del turismo, Ashatu Kijaji, ripreso dal quotidiano tanzaniano The Citizen.

Il censimento nazionale ha interessato tutti gli ecosistemi del Paese e conferma il ruolo della Tanzania come uno dei principali santuari della biodiversità africana. «Questi risultati dovrebbero aiutarci a prendere decisioni informate, a stabilire le priorità e ad attuare strategie efficaci di gestione della fauna selvatica e di sviluppo del turismo», ha dichiarato il ministro Kijaji presentando i dati.

L’indagine evidenzia tuttavia anche segnali di forte preoccupazione. La popolazione di elefanti è infatti diminuita da oltre 134.000 esemplari nel 2005 agli attuali 66.700, quasi dimezzandosi in vent’anni. Il censimento ha inoltre rilevato che la gazzella giraffa è ormai in grave pericolo di estinzione, a causa della distruzione dell’habitat naturale, dell’aumento delle attività umane e della caccia illegale. La specie sopravvive oggi soltanto in alcune aree limitate del nord del Paese.

Il presidente della Commissione parlamentare permanente per i territori, le risorse naturali e il turismo, Timoteo Mnzawa, ha chiesto l’avvio di un dibattito nazionale sul recupero della fauna selvatica. «Mentre celebriamo i risultati ottenuti in materia di conservazione, emerge da questo censimento che dobbiamo anche avviare un dibattito nazionale su come ripristinare la popolazione di elefanti persa negli ultimi due decenni a causa del bracconaggio e di altri problemi».

Il ministro Kijaji ha spiegato che i dati raccolti saranno utilizzati per rafforzare la gestione delle aree protette. Il governo prevede infatti di sviluppare un programma speciale per la conservazione della giraffa e della gazzella e di stanziare fondi per il monitoraggio nei prossimi tre anni. Le iniziative dovrebbero inoltre affrontare le problematiche legate all’espansione agricola, alla crescita degli insediamenti umani e all’invasione dei corridoi faunistici, fenomeni che alimentano i conflitti tra uomo e fauna selvatica.

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