Ecco le sei startup africane protagoniste dello Startup Africa Day a Milano

di Tommaso Meo

Dal 20 al 28 giugno 2026, lo Startup Africa Roadshow organizzato da BeEntrepreneurs APS porterà in Italia i sei team vincitori del programma Next Generation Africa 2025, emersi da una competitiva selezione su ben 672 candidature provenienti da 19 paesi. Il fulcro di questo percorso di matchmaking con l’ecosistema italiano sarà lo Startup Africa Day, che si terrà a Milano la sera di martedì 23 giugno presso il Parco Center. Un’occasione unica per scoprire soluzioni nate da problemi reali e trasformate in business scalabili, profittevoli e ad alto contenuto tecnologico.

In attesa di ascoltare i loro pitch ecco cosa fanno le sei startup che partecipano al Roadshow.

MariTest

Il viaggio nell’innovazione comincia dall’Uganda con MariTest, una realtà nata dall’esperienza drammatica del fondatore Hakeem Kakooza, che rischiò la vita a causa della mancanza di kit diagnostici in un’isola remota. Per rispondere a una malattia che uccide ancora oltre 600.000 persone all’anno nel continente, il team ha sviluppato un dispositivo portatile non invasivo in grado di rilevare la malaria in meno di due minuti. Sfruttando biosensori avanzati e l’intelligenza artificiale, questa tecnologia elimina la necessità di prelievi di sangue, reagenti chimici o personale medico specializzato, abbattendo le barriere d’accesso nelle comunità rurali isolate. Con un’accuratezza dell’80% testata su oltre 1.800 pazienti e una partnership strategica già siglata con la Oxford University Innovation, MariTest punta a ridefinire le infrastrutture sanitarie di un mercato subsahariano che richiede più di 250 milioni di test annui.

Lishe360

In Tanzania, oltre il 58% dei bambini sotto i cinque anni soffre di carenze croniche di micronutrienti essenziali, un problema invisibile che compromette lo sviluppo cognitivo e il sistema immunitario. Il fondatore Simon Mbangalukela ha intuito il potenziale di mercato partendo dalle difficoltà reali della propria famiglia, creando un modello di business integrato che unisce prodotti fisici e canali digitali. Da un lato, la startup commercializza alimenti per l’infanzia arricchiti con superfood del territorio come anacardi, mandorle e nocciole; dall’altro, anima una community di oltre 260.000 genitori per fare educazione nutrizionale quotidiana. Riconosciuto tra i migliori agricoltori innovativi del prestigioso GoGettaz Agripreneur Prize 2025, il team vanta già oltre 430.000 dollari di ricavi, risulta pienamente profittabile e arriva in Italia per espandere la propria rete di distributori e investitori.

TruSource

La logistica e il commercio internazionale trovano una risposta d’avanguardia in Kenya grazie a TruSource, una piattaforma cloud concepita per azzerare quel 30% di esportazioni agricole africane che viene regolarmente respinto ai porti occidentali solo per vizi di forma documentali. Gestire la burocrazia dell’export in Africa orientale richiede oggi decine di ore di lavoro manuale su carta, un collo di bottiglia che TruSource elimina digitalizzando l’intera filiera “farm-to-fork”. Il sistema genera automaticamente la documentazione di compliance e si integra direttamente con colossi della spedizione come Maersk e Msc. Riducendo i costi di compliance fino al 60%, la startup si posiziona come infrastruttura strategica per le scadenze del nuovo regolamento europeo sulla deforestazione (Eudr), che imporrà standard severissimi ai produttori entro il 2026 e 2027.

Vortan

Un’altra eccellenza tanzaniana è Vortan, guidata dall’ingegnere meccatronico Daniel Mkongo, che ha focalizzato la propria ricerca sull’efficienza critica dei reparti di terapia intensiva. Negli ospedali della regione, i dispositivi medici raramente comunicano tra loro, costringendo i medici a spostarsi fisicamente e a trascrivere manualmente i parametri vitali dei pazienti su fogli di carta, incrementando i rischi clinici. La piattaforma MediLink sviluppata da Vortan risolve questo isolamento tecnologico, trasformando qualsiasi macchinario sanitario, indipendentemente dalla marca o dall’età, in una fonte di dati connessa in tempo reale. Sfruttando la tecnologia LoRa per funzionare anche in totale assenza di rete internet, il sistema genera alert predittivi immediati ed è già stato validato con successo in tre progetti piloti ospedalieri.

Afya Ya Mnyama Digital

Sempre dalla Tanzania e co-premiata al GoGettaz Prize, Afya Ya Mnyama Digital applica l’Internet of Things e l’intelligenza artificiale alla zootecnia rurale. Il fondatore Maganga Mabula, veterinario di professione, ha tradotto in codice la necessità di prevenire le malattie del bestiame che costano al Paese oltre 150 milioni di dollari l’anno. Attraverso sensori smart applicati agli animali tramite orecchini o boli ruminali, la piattaforma Mnyama Check monitora costantemente parametri biologici come temperatura e movimento, inviando un semplice SMS di allerta sul telefono dell’allevatore molto prima che i sintomi siano visibili a occhio nudo. Con oltre 9.000 animali già monitorati sul campo e 55.000 dollari raccolti in grant istituzionali, la startup sta portando la precision farming direttamente nelle mani dei piccoli produttori.

Impactio

A chiudere la delegazione è la keniana Impactio, un software SaaS nato dall’intuizione di Peter Kanda e Sarah Njeri per digitalizzare il profondo mercato del nonprofit e delle imprese sociali. Spesso le grandi organizzazioni internazionali gestiscono budget multimilionari affidandosi a fogli Excel frammentati, un limite strutturale che rallenta la rendicontazione verso i donatori e mina la fiducia nei progetti. Impactio centralizza in un unico ambiente cloud la contabilità finanziaria, la pianificazione delle risorse umane e il monitoraggio delle attività sul campo, collegando l’erogazione dei fondi all’impatto reale in tempo reale. La piattaforma riduce fino al 70% il tempo dedicato alla reportistica manuale e vanta già una solida crescita post-revenue nel primo trimestre del 2026, con l’obiettivo di diventare lo standard di trasparenza per i donor internazionali.

Come incontrare i founder

L’appuntamento milanese dello Startup Africa Day, a partire dalle 18:30, rappresenterà la sintesi perfetta di queste storie, offrendo una serata di pitch, dibattiti e networking internazionale. Sul palco si alterneranno le presentazioni dei sei innovatori e i contributi di figure chiave della finanza e della cybersecurity africana, tra cui Albert Antwi-Boasiako (e-Crime Bureau), Neo Mooki (Botswana Stock Exchange) e Sharon Tumushabe (Legacy Hills Investments). L’incontro si concluderà con un cocktail di networking italo-senegalese pensato per far nascere sinergie commerciali dirette.

Secondo Andrea Censoni, presidente e co-fondatore di BeEntrepreneurs Apa «le sei startup che arrivano quest’anno sono la prova migliore che l’innovazione africana non ha bisogno di essere scoperta – ha bisogno di essere incontrata e sostenuta». «E siamo convinti che gli incontri di queste settimane daranno vita a partnership durature tra i due continenti»

L’ingresso all’evento è completamente gratuito, ma la registrazione è obbligatoria.

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