Lo scorso 15 giugno alcuni raid aerei condotti dal Corpo d’armata africano dell’esercito russo (Africa Corps) in Mali, precisamente sul villaggio di Kyrnia, nella regione di Mopti, avrebbero causato la morte di almeno otto civili, tra cui tre bambini.
Lo denuncia Human Rights Watch, che parla di «attacco illegale»: quel giorno un Sukhoi Su-24 dell’Africa Corps sganciò due bombe su Kyrnia, colpendo con la prima l’esterno dell’abitazione del capovillaggio e uccidendo due dei suoi figli, la moglie e un altro bambino, oltre a ferire una donna. La seconda bomba colpì invece un piccolo mercato di bestiame, situato a circa venti metri di distanza, causando la morte di quattro uomini e il ferimento di altre due persone.
Ilaria Allegrozzi, ricercatrice di Human Rights Watch, ha dichiarato che il bombardamento sarebbe avvenuto «apparentemente senza alcun rispetto per le leggi di guerra» e ha criticato l’alleanza tra le Forze armate maliane e l’Africa Corps: «Concedendo alle autorità russe carta bianca, il governo maliano dovrebbe essere consapevole di essere anch’esso responsabile delle atrocità commesse dalle forze alleate».
Il 23 giugno è stata la stessa Africa Corps a riferire, attraverso i propri account su Facebook e X, di aver condotto con successo, proprio il 15 giugno, un attacco aereo contro un «luogo di ritrovo di gruppi terroristici» nella regione di Mopti, nel quale sarebbero morti diversi «comandanti sul campo». Gli account russi hanno inoltre diffuso un video degli attacchi e delle loro conseguenze.
Il Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani (Jnim) controlla di fatto il villaggio di Kyrnia da circa sei anni ma, secondo le testimonianze raccolte da Human Rights Watch, il bombardamento avrebbe colpito gli obiettivi sbagliati. I jihadisti, un centinaio di combattenti che si rifugiano nel villaggio, sono infatti soliti radunarsi nei pressi della moschea locale o davanti a un negozio vicino al mercato, luoghi che non sono stati interessati dall’attacco.
Come si legge nel rapporto dell’organizzazione, «il Jnim ha occasionalmente depositato armi, munizioni, carburante e altro materiale nel negozio, di proprietà del capo villaggio, un ricco commerciante. Un pick-up, simile ai veicoli comunemente usati dal Jnim, era parcheggiato fuori dall’abitazione del capo villaggio».
L’Africa Corps ha schierato i caccia Su-24 in Mali nell’aprile del 2025.



