In Tanzania sorgeranno nove centri oncologici entro il 2030

di Tommaso Meo
Pet-Tc

Il governo della Tanzania ha in programma di costruire nove centri oncologici integrati entro il 2030 nelle sue sei aree strategiche, distribuite tra la terraferma e l’isola di Zanzibar. Ad annunciarlo è stato il vicepresidente Deogratius Ndejembi nel suo intervento al Forum scientifico dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) in corso a Vienna.

Ndejembi ha spiegato che gli investimenti pubblici realizzati negli ultimi anni hanno già consentito di estendere i servizi sanitari dai presidi di base fino ai livelli specialistici. In particolare, la copertura vaccinale contro il papillomavirus umano (Hpv) tra le ragazze di età compresa tra nove e 14 anni è passata dal 58% del 2018 al 98% del 2026, grazie in particolare all’introduzione della somministrazione a dose singola. Parallelamente, le strutture dotate di impianti di radioterapia sono raddoppiate, passando da tre nel 2020 a sei nel 2026. Questo sviluppo ha fatto salire l’accesso ai servizi di radioterapia dal 14% al 26%, permettendo il trattamento di circa 6.500 pazienti.

Sul fronte diagnostico, la Tanzania ha introdotto la tomografia a emissione di positroni (Pet-Tc) e la tomografia computerizzata con l’impiego di un ciclotrone. L’adozione di questa tecnologia colloca la nazione tra i primi dieci Paesi in Africa per l’utilizzo di questi strumenti avanzati.

Con la realizzazione dei nove centri integrati previsti entro la fine del decennio, le autorità vogliono proseguire il decentramento dei servizi specializzati e rafforzare le capacità sanitarie nazionali nella cura del cancro. L’obiettivo è quello di trasformare il Paese in un centro di eccellenza regionale per la cura e la formazione oncologica.

Condividi

Altre letture correlate: