• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Festa 100 afriche
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Archivio eventi
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo in tasca
    • “Disordine Globale” (geopolitica)
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (2/2026)
    • ANTEPRIMA (3/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • SUDAFRICA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • FESTA 100 afriche
  • Arabo in tasca

Edizione del 01/05/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

ucraina

    QUADERNI AFRICANI

    Crimini di guerra: dall’Ucraina all’Etiopia le donne sono le prime vittime

    di claudia 24 Settembre 2022
    Scritto da claudia

    di Ornella Ordituro – Centro studi AMIStaDeS

    L’allarmante aumento di crimini sessuali e tratta di esseri umani nel contesto bellico ucraino – soprattutto a sfavore di donne, adolescenti e bambine –, di fatto, costituisce una grave violazione dei diritti umani, nonché del diritto internazionale umanitario. Se il mondo è molto sensibile al conflitto tra Russia e Ucraina, quella in Etiopia sembra una guerra dimenticata. Le organizzazioni umanitarie rimaste sul territorio denunciano una scarsa attenzione dei governi internazionali nelle regioni del Tigray, Amhara e Afar; dove le vittime non possono neanche raccontare delle violenze subite, perché isolate e minacciate.

    I crimini sessuali nei conflitti armati

    Lo stupro è da sempre considerato un’arma potentissima per perpetrare crimini su larga scala durante un conflitto, un mezzo di sopraffazione della parte più forte su quella debole. Si tratta di un atto che non si limita a offendere la sfera intima di un individuo, esso rappresenta un’aggressione psico-fisica in grado di soggiogare e annichilire l’intero gruppo etnico, religioso, sociale, familiare a cui appartiene la vittima. La questione dei crimini sessuali commessi nei contesti bellici – di cui si ha copiosa testimonianza durante la Seconda Guerra mondiale – è tornata all’attenzione dell’opinione pubblica e da questa duramente condannata soprattutto nel corso dei conflitti nell’ex-Jugoslavia e Ruanda. Difatti, la comunità internazionale contemporanea include espressamente la fattispecie di stupro nelle categorie dei crimini contro l’umanità, la cui configurazione può accumunarsi ad altre tipologie di reati come il genocidio e la tortura. Tuttavia, pur considerando le evoluzioni analizzate, le violenze sessuali come arma nei conflitti bellici – soprattutto ai danni delle donne – restano un abuso ancora largamente praticato.

    La situazione in Ucraina sotto i riflettori della comunità internazionale

    Al momento in cui si scrive, cresce l’allarme per le sempre più frequenti segnalazioni di violenza sessuale e tratta di esseri umani in Ucraina commesse specialmente contro donne, adolescenti e bambine nel contesto di massicci sfollamenti e dell’invasione russa in corso. Secondo l’UNHCR, dall’inizio della guerra (24 febbraio 2022), oltre 5 milioni di rifugiati ucraini hanno chiesto protezione internazionale in Europa – di cui il 90% sono donne e minori; oltre 7.1 milioni sono sfollati internamente. L’Unione europea, le Nazioni Unite, diverse organizzazioni per i diritti umani, il Segretario Generale della Nato e il Procuratore Generale dell’Ucraina hanno tutti di recente chiesto di indagare su possibili crimini di guerra in Ucraina, compreso lo stupro, o offerto il loro aiuto in indagini di questo tipo. Le violenze sessuali sono state utilizzate come metodo di tortura e di maltrattamento anche nel contesto di detenzione in Ucraina orientale, così come nella Repubblica autonoma di Crimea ma denunciare stupri e aggressioni in una zona dove la guerra è ancora in corso è ovviamente più difficile. I sistemi giudiziari hanno smesso di funzionare, circolano tante armi e fornire prove può essere impossibile in contesti caratterizzati da un tale livello di insicurezza e ciò rende molto più difficile sia raccogliere prove sia avviare i processi.

    milizia Tplf

    Il caso del conflitto etiope

    Se l’attenzione del mondo è molto concentrata sulla guerra in Ucraina, nel caso dell’Etiopia le organizzazioni umanitarie denunciano la scarsa presenza dei governi internazionali rispetto al controllo di alcune zone in cui vi sono le milizie di ribelli (ad esempio, in Tigray e Adigrat), specialmente la mancanza di tutela delle vittime, ma anche una troppo debole presenza del governo centrale. L’ultima parte della guerra civile in Etiopia registra violazioni massicce e sistematiche dei diritti umani dal novembre del 2020, quando le truppe ribelli di Addis Abeba, con l’appoggio delle forze eritree e delle milizie Ahmara, hanno attaccato la regione del Tigray. In quel contesto, i ribelli hanno indetto delle elezioni non autorizzate, che avevano visto vincere proprio il Tigray People’s Liberation Front (TPLF, la formazione politica e militare rappresentante della comunità tigrina dell’Etiopia).

    Il premier etiope Abiy Ahmed, in risposta alle votazioni illegittime, ha avviato una difesa per liberare la regione. Dopo un successo iniziale delle forze governative, i ribelli tigrini sono passati alla controffensiva, riconquistando la città di Macallé ed estendendo il conflitto tanto da essere riusciti a prendere il controllo di altri due centri nevralgici, Dessie e Kombolchoa fino anche a poche centinaia di chilometri dalla capitale Addis Abeba. Per due volte, nel marzo e luglio 2022, i ribelli del Tigray hanno annunciato di rispettare il “cessate-il-fuoco”. Non si è trattata, purtroppo, di un’azione immediata. Non si fermano, infatti, le atroci violazioni dei diritti umani delle donne nel conflitto armato nelle regioni etiopi del Tigray, Amhara e Afar: cresce il numero di vittime di violenze sessuali da parte di soldati etiopi ed eritrei.
    Gli ultimi attacchi devastanti, con bombe e missili, negli scorsi giorni, arrivano dal cielo. Ma la battaglia è anche per le strade, nelle case e nei rifugi dove sono rimaste le donne con i loro bambini e le giovani che subiscono la guerra. In questo terribile scenario, migliaia di civili sono stati uccisi, centinaia di migliaia di persone sfollate su tutto il territorio e in migliaia si sono rifugiati in Sudan.

    guerra in Tigray Etiopia

    La prospettiva delle vittime

    Questi crimini di fatto costituiscono una grave violazione dei diritti umani, nonché del diritto internazionale umanitario. Le vittime di violenze sessuali sono usate come parte di una deliberata strategia per terrorizzare, degradare e umiliare una categoria in base al genere ma anche perché appartenenti a un gruppo etnico minoritario. Si riscontra l’assenza dello Stato per il supporto, l’assistenza e il risarcimento delle vittime, rappresentando una pagina brutale della storia del paese. Le vittime sopravvissute raccontano alle organizzazioni umanitarie rimaste sul territorio gravi danni psicologici e fisici; continue emorragie; dolori rettali; immobilità; fistole; insonnia; attacchi di panico; gravidanze indesiderate; malattie veneree e altre crisi dovute ai disturbi post- traumatici. Pur considerando che tali violenze siano comparabili ai trattamenti inumani e degradanti, le vittime di violenze non sono tutelate con programmi specializzati di riabilitazione fisica e psicologica e certamente non riceveranno aiuti di tipo economico per essere sostenute durante il periodo di convalescenza. Le conseguenze economiche per le vittime sono spesso devastanti, poiché sono spesso colpevolizzate, abbandonate dalle famiglie, escluse dalla società e impossibilitate a lavorare per i problemi fisici e psicologici.

    Se per le giovani donne è difficile affrontare il trauma, lo è ancor di più per le bambine e i bambini vittime di violenze. Per le famiglie non è semplice comprendere se e quando i minori siano stati violentati, sia perché le giovani vittime non riescono a raccontare l’accaduto sia perché sono spesso minacciate di dover restare in silenzio. Solo, in alcuni casi, il cambiamento di atteggiamento da parte delle bambine è un campanello di allarme per le famiglie più attente e comprensive. In casi più estremi, le famiglie tentano una soluzione “in amicizia” con gli aguzzini, sminuendo il problema e offrendo in sposa la ragazza ormai offesa e non più vergine allo stesso carnefice. Le bambine e le giovani donne etiopi saranno per sempre legate a chi le ha violate. Il mondo guarda l’Ucraina mentre l’Etiopia piange.

    Riferimenti:
    https://www.africarivista.it/letiopia-rischia-di-implodere/206960/
    https://totalaction.org.ua/public/upload/book/1522852942_gon_eng_web.pdf
    https://www.internazionale.it/reportage/marie-alix-detrie/2019/02/05/ucraina-violenze-sessuali
    https://www.amistades.info/_files/ugd/1e8357_dda721853055422aafe073e33ce156dc.pdf
    https://www.aljazeera.com/program/inside-story/2022/9/13/is-peace-on-the-horizon-for-ethiopias-tigray-region
    https://www.unwomen.org/en/news-stories/in-focus/2022/03/in-focus-war-in-ukraine-is-a-crisis-for-women-and-girls
    https://displacement.iom.int/reports/ukraine-response-displacement-surveys-ukrainian-refugees-and-tcns-crossing-ukraine-16-april
    https://data.unhcr.org/en/situations/ukraine
    https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20220425IPR27806/war-in-ukraine-protecting-women-refugees-from-violence-and-sexual-exploitation

    Condividi
    24 Settembre 2022 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Cominciano ad arrivare i primi carichi di cereali dal Mar Nero

    di claudia 30 Agosto 2022
    30 Agosto 2022

    Una nave con un carico di grano ucraino è attraccata a Gibuti. Dall’invasione russa è la prima spedizione di cereali ucraini che arriva in Africa. L’operazione, condotta dal mercantile Brave …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUSPRIMA PAGINA

    Zelensky continua a cercare appoggi in Africa

    di claudia 14 Agosto 2022
    14 Agosto 2022

    di Angelo Ferrari – Agi La crescente influenza di Mosca è stata evidente nell’ottobre del 2019, quando 43 capi di stato africani hanno partecipato al primo vertice Russia-Africa a Soci …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Zelensky vuole un’Africa più vicina

    di claudia 22 Giugno 2022
    22 Giugno 2022

    di Céline Camoin La nomina di un rappresentante speciale per gli affari africani e un tour del capo della diplomazia ucraina sul continente africano sono stati annunci fatti dal presidente …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • ECONOMIANEWS

    Africa, una piattaforma per far fronte allo shock della crisi ucraina

    di Valentina Milani 15 Maggio 2022
    15 Maggio 2022

    Le principali istituzioni finanziarie continentali africane, tra cui la Commissione economica per l’Africa delle Nazioni Unite (Uneca) e Afreximbank, hanno annunciato il prossimo lancio dell’Africa Trade Exchange (Atex), una piattaforma …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROGLOBAL AFRICA - Mario Giro

    Gli Usa alla prova dell’Africa

    di claudia 14 Maggio 2022
    14 Maggio 2022

    di Mario Giro Oltre alla guerra in Ucraina e alle tensioni con la Cina, l’amministrazione Biden ha molte questioni di politica internazionale da risolvere. E in Africa si gioca una …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Senegal: crisi ucraina, aeroporto teme penuria di carburante

    di claudia 19 Aprile 2022
    19 Aprile 2022

    Le autorità senegalesi hanno “adottato tutte le misure utili e necessarie stanno implementando soluzioni di emergenza per far fronte” alle difficoltà di fornitura di cherosene legate alla crisi in Ucraina. …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • QUADERNI AFRICANI

    La sicurezza energetica europea può passare per l’Africa?

    di claudia 2 Aprile 2022
    2 Aprile 2022

    Di Francesco Bortoletto – Centro studi AMIStaDeS In reazione all’aggressione russa all’Ucraina, l’UE sta cercando di diversificare le proprie forniture energetiche in modo da ridurre la sua dipendenza dagli idrocarburi …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Marocco: crisi ucraina, Zelensky richiama ambasciatore

    di Enrico Casale 1 Aprile 2022
    1 Aprile 2022

    L’Ucraina richiama il suo ambasciatore in Marocco. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che non si tratta di una sanzione, ma che date le circostanze i servizi dell’ambasciatore in …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Etiopia: crisi ucraina, gli effetti sull’economia locale

    di claudia 23 Marzo 2022
    23 Marzo 2022

    di Enrico Casale L’Etiopia dovrebbe adottare al più presto misure decisive per ridurre le conseguenze del conflitto tra Russia e Ucraina sulla sua economia, in particolare sull’import-export. È quanto ha …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Crisi Ucraina, la risposta dei governi africani al rischio di insicurezza alimentare

    di claudia 18 Marzo 2022
    18 Marzo 2022

    di Valentina Giulia Milani La Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) stima che 28 milioni di persone nella regione potrebbero essere in condizioni di insicurezza alimentare. Il continente è …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • AFRICA TV - VIDEO

    Giovani africani in fuga dalla guerra in Ucraina

    di claudia 14 Marzo 2022
    14 Marzo 2022

    «È stato terribile, ci piovevano le bombe sulla testa», «Siamo fuggiti al freddo, una situazione angosciante, ma siamo fortunati perché molti compagni si trovano ancora intrappolati nella guerra». Dalla Nigeria …

    2 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Tunisia, la crisi ucraina pesa sull’inflazione alimentare

    di claudia 11 Marzo 2022
    11 Marzo 2022

    L’aumento dei prezzi del grano rischia di colpire gravemente la Tunisia, sia in termini economici che politici. Lo prevedono diversi analisti, tra cui Aldo Liga, ricercatore presso l’Ispi (Istituto per …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    I grandi network africani spengono l’informazione russa

    di claudia 9 Marzo 2022
    9 Marzo 2022

    L’oscuramento dell’informazione russa, oramai completamente operativo in Europa, è una realtà anche in molti paesi africani, che di fatto si sono uniti quindi al treno di sanzioni internazionali e dell’Unione …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Conflitto ucraino, i fattori gasdotto e dollaro secondo giornalista tunisino

    di claudia 8 Marzo 2022
    8 Marzo 2022

    Il conflitto in atto in Ucraina ha come filo conduttore interessi gasieri, petroliferi e geostrategici, legati alla Nato e al dollaro: questa lettura è stata proposta dal giornalista di origine …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Zanzibar punta su una compagnia di bandiera

    1 Maggio 2026
  • In Malawi prosegue la lotta contro la poliomielite

    1 Maggio 2026
  • Canestri d’Africa: i playoff Nba sono anche una storia africana

    1 Maggio 2026
  • Numero 3 maggio-giugno 2026

    1 Maggio 2026
  • Kemi Seba resta in cella e chiede asilo in Sudafrica

    30 Aprile 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 01/05/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl