Crisi Ucraina, la risposta dei governi africani al rischio di insicurezza alimentare

di claudia

di Valentina Giulia Milani

La Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) stima che 28 milioni di persone nella regione potrebbero essere in condizioni di insicurezza alimentare. Il continente è già stato colpito dalla crisi del Covid-19 e il conflitto in Ucraina ha esacerbato i già esistenti problemi di dipendenza dal cibo e dalle forniture estere.

L’impatto dell’offensiva russa in Ucraina sulla sicurezza alimentare è, secondo alcuni osservatori, preoccupante, dato che la Russia e l’Ucraina rappresentano un terzo delle esportazioni globali di grano. E gran parte di questo è destinato al continente africano e al Libano.

Di fronte al grave rischio di una crisi alimentare, i governi africani stanno intensificando le misure per cercare di limitare l’inflazione e la penuria di scorte. L’Algeria, per esempio, che sta già affrontando tensioni nei suoi mercati alimentari, ha deciso questo fine settimana di vietare l’esportazione di prodotti di consumo la cui materia prima è importata. Si tratta di zucchero, pasta e semola. Si sta addirittura elaborando un progetto di legge per penalizzare queste esportazioni, considerate come “un atto di sabotaggio dell’economia nazionale”.

Lo stesso tipo di restrizioni sono in vigore in Egitto, il più grande importatore mondiale di grano. I Paesi africani stanno cercando di preservare le loro risorse alimentari e di limitare l’inflazione. Misure sono state prese nelle ultime settimane da Benin, Costa d’Avorio e Mali. In alcuni Paesi, come la Nigeria, le richieste di azione si fanno sentire. Il miliardario Aliko Dangote si è detto preoccupato per la carenza di mais e, più in generale, per una crisi alimentare “imminente”. Gli analisti prevedono un’inflazione significativa in alcune materie prime alimentari del continente. Il Sudan, per esempio, sta già registrando marce contro i prezzi degli alimenti.

Alain Sy Traoré, direttore dell’agricoltura e dello sviluppo rurale alla Commissione Ecowas citato da Rfi, ritiene che ci si debba aspettare due fenomeni con questo nuovo conflitto: l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti e la diminuzione delle scorte di cereali con la cessazione delle importazioni di cereali dall’Ucraina e dalla Russia.

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