• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Festa 100 afriche
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Archivio eventi
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo in tasca
    • “Disordine Globale” (geopolitica)
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (3/2026)
    • PROSSIMO NUMERO (4/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • SUDAFRICA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”

Edizione del 26/06/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

colonialismo

    EditorialeFOCUS

    Italiani brava gente? Intervista-tributo ad Angelo del Boca

    di Marco Trovato 7 Luglio 2021
    Scritto da Marco Trovato

    Angelo Del Boca, massimo studioso del colonialismo italiano in Africa, si è spento nella serata di ieri a Torino. Coi suoi libri, con le sue ricerche coraggiose, fu il primo a svelare i crimini del fascismo nelle colonie: i campi di concentramento, l’uso dei gas, le stragi dei civili. «La nostra storia in Africa è costellata di errori imperdonabili», ci raccontò in questa intervista che riproponiamo in segno di omaggio al grande storico.

    di Marco Trovato

    Ci ha lasciati Angelo Del Boca, il più grande storico del colonialismo italiano in Africa. Lo studioso si è spento ieri sera nella sua casa di Torino. Aveva 96 anni, fu il primo storico a denunciare l’uso di gas in Africa Orientale da parte dell’esercito italiano. Fra le sue numerose pubblicazioni, i quattro volumi de ‘Gli italiani in Africa Orientale’, i due de ‘Gli Italiani in Libia’ e le biografie di ‘Hailé Selassié, e ‘Gheddafi. Una sfida dal deserto‘. Il funerale si svolgerà giovedì 8 luglio alle 10:30 nella parrocchia del Nazzareno a Torino. Qui riproponiamo l’intervista che ci concesse nel novembre 2015.

    Ha da poco festeggiato novant’anni di età, ma non sembra preoccuparsene. «Ogni giorno di vita è un regalo che assaporo fino in fondo», dice con lo sguardo che brilla come un diamante. Lo scrittore e storico Angelo Del Boca ci accoglie nel suo appartamento al settimo piano di un palazzo nel cuore di Torino. Le pareti all’ingresso sono tappezzate di quadri votivi. «Colleziono ex voto cristiani», chiarisce Del Boca illustrandoci i dipinti. «Ne ho centinaia, di ogni parte del mondo, e ognuno ha una storia da raccontare». La storia: la grande passione di Del Boca… Quella dei grandi leader e quella della gente comune.

    Del Boca l’ha raccontata in decine di libri (l’ultimo, “Nella notte ci guidano le stelle”, pubblicato da Mondadori, narra la sua storia partigiana). La scrivania del suo studio è assediata da volumi, manoscritti, taccuini, pigne di fogli ingialliti: l’archivio personale del più autorevole storico del colonialismo italiano. Ha viaggiato in 38 pesi dell’Africa e conosciuto da vicino i suoi più importanti esponenti politici del secolo scorso: l’imperatore etiopico Hailé Selassié, il padre spirituale del Ghana Kwame Nkrumah, il presidente e poeta senegalese Léopold Sédar Senghor. E il rais di Tripoli Muammar Gheddafi. «Con il leader libico avevo tessuto un rapporto di fiducia» – ricorda lo studioso – «Sotto la sua tenda nel deserto ho raccolto importanti confidenze, prima che venisse barbaramente ucciso il 20 ottobre 2011».

    L’Occidente ha contribuito a rovesciare il regime di Gheddafi, ma oggi in tanti rimpiangono la sua scomparsa: la Libia è diventata una terra senza confini né legge in cui dilaga il tribalismo e la minaccia jihadista.

    Gheddafi era uno straordinario statista: l’unico capace di tenere assieme la Libia, gestire i flussi migratori, contenere i fondamentalismi, dare forma all’unione degli stati africani. Certo è stato anche un politico controverso, un dittatore, ma l’abbattimento del suo regime è stato un errore gravissimo. La sua caduta cruenta – voluta dalla Francia di Sarkozy e appoggiata anche dall’Italia – ha creato un pauroso vuoto di potere di cui già paghiamo le conseguenze. 

    L’accordo di pace annunciato dall’Onu dovrebbe arrestare le violenze delle milizie e riportare stabilità in Libia. Renzi ha dichiarato che l’Italia è pronta ad assumere un ruolo guida nella missione di pace…

    L’accordo non terrà. Mi spiace fare il profeta di sventure, ma la Libia è destinata a diventare una nuova Somalia: un territorio ingovernabile, in preda all’anarchia, in cui fioriscono commerci criminali, dal traffico di armi a quello di uomini. 

    L’Europa si difende dall’emergenza migranti: alza nuovi muri, aumenta i controlli alle frontiere. Che impressione le fa?

    La reazione dei nostri politici è un insulto ai valori fondanti dell’Unione Europea. Milioni di persone scappano da guerre, regimi illiberali, instabilità e sottosviluppo; abbiamo il dovere morale e la possibilità di accoglierli. Non dimentichiamoci inoltre che nei confronti di molti paesi da cui provengono i migranti abbiamo anche un debito storico enorme.

    L’Italia ha molto da farsi perdonare. Lei è stato lo studioso che per primo ha svelato i misfatti del colonialismo italiano, demolendo l’idea edulcorata degli “italiani brava gente”…

    Per lungo tempo in Italia si è veicolata l’immagine di un colonialismo dal volto umano, quasi un modello di virtù. Nulla di più falso. Certo, in Africa abbiamo costruito strade e ponti, ma ha abbiamo compiuto crimini terribili. Penso alle migliaia di persone inermi uccise nei campi di concentramento in Libia, all’utilizzo reiterato del gas contro la popolazione civile in Etiopia, al brutale sistema di segregazione razziale che considerava gli africani alla stregua degli animali.

    Qual è stato il crimine peggiore commesso dal fascismo italiano in Africa?

    Il massacro di Debre Libanos, in Etiopia, avvenuto nel maggio del 1937. Circa 1300 monaci furono trucidati dalle mitragliatrici del generale Pietro Maletti. Fu una ritorsione per il fallito attentato al viceré dell’Africa Orientale Italiana, Rodolfo Graziani. Un eccidio spietato, imperdonabile.

    C’è chi sostiene che gli italiani contribuirono a sviluppare i territori delle colonie, promuovendo l’istruzione e la formazione…

    Nulla di più salso. Uno dei peggiori errori del colonialismo italiano è stato quello di proibire ogni forma di istruzione. Il limite massimo era la quinta elementare, sufficiente per ricevere ordini ed eseguirli.  A differenza di ciò che accadeva nelle colonie inglesi e francesi, dove si garantiva la formazione di una classe dirigente.

    I suoi libri hanno svelato atrocità occulte e raccontato verità storiche imbarazzanti per l’Italia. Non hanno mai cercato di fermarla?

    Ho subito attacchi violenti, intimidazioni pesanti, inviti pubblici al boicottaggio dei miei libri. Un giornale di destra ha divulgato il mio indirizzo di casa, esortando i suoi lettori a darmi una lezione. Ho temuto per la mia incolumità.

    Ostruzionismo da parte dei governanti?

    Ho avuto accesso agli archivi storici militari grazie alla personale amicizia di un funzionario con cui avevo condiviso la lotta partigiana. Una sola volta, Andreotti cercò di fermare il mio lavoro di ricerca. Ma riuscii comunque a portare alla luce ciò che per lungo tempo era rimasto segreto tra le carte.

    Lei ha viaggiato e vissuto a lungo in Africa. Come vede il futuro del continente?

    Nel 2050, gli africani saranno due miliardi e mezzo: due volte e mezzo la popolazione attuale. Nessun altro continente avrà una simile esplosione demografica. Le nuove generazioni, potendo contare su migliori condizioni di vita e maggiore opportunità di formazione, saranno un carburante formidabile per lo sviluppo dell’Africa.  

    L’intervista integrale al professore Angelo Del Boca è visionabile sul canale Youtube della Rivista Africa

    Condividi
    7 Luglio 2021 0 commentI
    1 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Perché tanti africani odiano la Francia?

    di claudia 27 Giugno 2021
    27 Giugno 2021

    In gran parte del continente africano resiste – e cresce – un sentimento di astio e di feroce critica verso la politica francese e i suoi simboli. La francofobia ha …

    1 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUSStoria

    Colonialismo italiano, la storia ritrovata di una camicia nera in Africa

    di claudia 25 Aprile 2021
    25 Aprile 2021

    In occasione del 76° anniversario della Liberazione, vi raccontiamo la storia di un italiano, Benvenuto Mocci, giovane camicia nera, che prese parte al sogno fascista di rievocazione del passato imperiale, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Il 25 Aprile ha (anche) la pelle scura

    di claudia 25 Aprile 2021
    25 Aprile 2021

    Il saggio di Matteo Petracci, “Partigiani d’Oltremare. Dal Corno d’Africa alla Resistenza italiana” è una luce nel buio del passato coloniale italiano. Dalle pagine del libro emerge la storia mai …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • GLOBAL AFRICA - Mario GiroNEWSStoria

    Fanon, il vero ideologo dell’indipendenza

    di Marco Trovato 7 Febbraio 2021
    7 Febbraio 2021

    Studente al liceo Schoelcher, dove fu compagno di classe di Edouard Glissant e seguì i corsi di Aimé Césaire, uno dei padri della négritude, il martinicano Frantz Fanon non era …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • GLOBAL AFRICA - Mario GiroSOCIETÀStoria

    1960, l’anno dell’Africa

    di Marco Trovato 31 Gennaio 2021
    31 Gennaio 2021

    Prosegue il nostro viaggio storico nella stagione d’oro delle indipendenze africane. Sessant’anni fa veniva ammainato un gran numero di bandiere delle “madripatrie” europee. E tutta l’Africa cantava: Indépendance Cha Cha. …

    1 FacebookTwitterPinterestEmail
  • GLOBAL AFRICA - Mario GiroSOCIETÀStoria

    1959, nasce l’Africa. L’Italia non se ne accorge

    di Marco Trovato 23 Gennaio 2021
    23 Gennaio 2021

    Nel 1959 a Roma si ritrova l’intellighenzia di un continente che sta vedendo avverarsi il sogno della libertà. Nell’indifferenza generale. Alla vigilia della grande stagione delle indipendenze, suggellate nel 1960, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • AFRICA TV - VIDEOCultura

    La storia coloniale italiana spiegata dal prof. Uoldelul Chelati Dirar

    di Marco Trovato 30 Dicembre 2020
    30 Dicembre 2020

    Un breve estratto della registrazione del seminario “Miti, memorie, eredità coloniali: l’Italia in Africa” tenuto da Uoldelul Cherati Dirar, professore di Storia e Istituzioni dell’Africa all’Università di Macerata, in modalità …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    «Rubo l’arte che ci appartiene». Multato attivista congolese

    di AFRICA 15 Ottobre 2020
    15 Ottobre 2020
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • AFRICA TV - VIDEO

    Montanelli e la sposa bambina

    di Marco Trovato 14 Giugno 2020
    14 Giugno 2020

    “Giù le mani dal più grande giornalista italiano del Novecento”. “Rimuoviamo la vergognosa statua dedicata al razzista stupratore”. Si inasprisce la polemica sulla statua di Indro Montanelli, nuovamente imbrattata nella …

    2 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Belgio | Giù la statua di Leopoldo II

    di Enrico Casale 10 Giugno 2020
    10 Giugno 2020

    L’onda lunga delle proteste per la morte di George Floyd a Houston (Usa) ha fatto una vittima eccellente in Belgio. Ad Anversa la statua di Leopoldo II è stata rimossa …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VERO

    Addio a Mugabe, eroe o dittatore?

    di Marco Trovato 6 Settembre 2019
    6 Settembre 2019

    Sono opposte le reazioni registrate in Africa e in Occidente alla notizia della morte dell’ex presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, indiscusso protagonista della scena politica degli ultimi quarat’anni. Cosa si …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • IN VETRINALibri

    Emergere dalla lunga notte, di Achille Mbembe

    di AFRICA 29 Agosto 2019
    29 Agosto 2019

    L’edizione originale, in francese, è uscita nel 2010, nel 50° dell’anno-simbolo delle indipendenze africane. La circostanza si sente, ma il discorso non ne risente, anzi qua e là risuona precorritore. …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CulturaNEWSSOCIETÀ

    La Germania restituisce una croce alla Namibia

    di Enrico Casale 18 Maggio 2019
    18 Maggio 2019

    la Germania ha annunciato che restituirà alla Namibia un monumento del XV secolo sottratto durante l’epoca coloniale. La croce di pietra, situata sulla costa sud-occidentale nel 1486, era un punto …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CALENDAFRICA

    26 febbraio – Conferenza di Berlino

    di Pier Maria Mazzola 26 Febbraio 2019
    26 Febbraio 2019

    1885. Si conclude dopo oltre due mesi di lavori l’assise cui partecipano 14 Paesi colonizzatori, tra cui l’Italia, e che dà il via alla “corsa all’Africa”.  «L’art. 35 dell’Atto di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • …
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • In Ghana sospese tutte le licenze di porto d’armi

    26 Giugno 2026
  • In Kenya il ricordo delle proteste del 2024 riaccende la piazza, molti arresti

    26 Giugno 2026
  • Mozambico, civili nel mirino della milizia anti-jihadista

    26 Giugno 2026
  • Il Puntland accusa la Somalia di traffico d’armi per destabilizzare la regione

    26 Giugno 2026
  • Continua la stretta del Burkina Faso contro predicatori e sette

    26 Giugno 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 26/06/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl