Sall (contestato) presidente del Senegal

di Enrico Casale
macky sall

Il presidente uscente del Senegal, Macky Sall, è stato rieletto al primo turno delle elezioni presidenziali ottenendo il 58,27% dei voti in occasione della consultazione del 24 febbraio. Lo ha annunciato la Commissione nazionale per il censimento del voto (Cnrv), contro i risultati della quale è possibile presentare ricorso. Macky Sall, al potere dal 2012, ha preceduto l’ex primo ministro Idrissa Seck (20,50%), il deputato «antisistema» Ousmane Sonko (15,67%), il presidente di università privata Issa Sall (4,07%) e l’ex ministro Madické Niang (1,48%), ha dichiarato il presidente della Cnrv, il magistrato Demba Kandji.

Il presidente rieletto è stato sindaco di Fatick (città centrale) e direttore generale della compagnia petrolifera nazionale. È stato più volte ministro, poi deputato, premier e presidente dell’Assemblea nazionale. Nel suo primo mandato, Sall ha garantito una sostanziale stabilità sociale. In questo contesto, il presidente ha avviato «Emerging Senegal», un vasto piano di investimenti pubblici e di costruzione di infrastrutture. Sotto la spinta di questi investimenti si è registrata una forte crescita economica. Nonostante la povertà sia ancora diffusa (più del 40% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà), il Paese è infatti cresciuto del 6,8%  nel 2017 e del 7% nel 2018.

Un’altra sfida del presidente: ripristinare il dialogo politico, soprattutto dopo le elezioni. Dopo l’annuncio della vittoria di Sall, l’opposizione si è infatti ribellata. «Rifiutiamo fermamente e senza riserve questo risultato – ha dichiarato in una lettera congiunta firmata da Idrissa Seck, Ousmane Sonko, Madické Niang e Issa Sall -. Non faremo però appello al Consiglio costituzionale».  Probabilmente il Consiglio costituzionale, che ha tempo otto giorni per proclamare ufficialmente il vincitore, confermerà il successo di Sall. Ma il tessuto dei rapporti tra maggioranza e opposizione sarà tutto da ricostruire.

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