Nord Africa | Il contagio avanza

di Enrico Casale
coronavirus egitto
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Il coronavirus ha colpito in modo particolarmente duro il Nord Africa. In Egitto, primo Paese colpito dal Covid-19, è stato imposto «un coprifuoco» serale e notturno per «due settimane». La misura partirà oggi, 25 marzo, ha affermato il premier egiziano Moustafa Madbouly. Il decreto vieta «la circolazione dalle ore 19 alle 6».  Dalle 19 alle 6 è sospesa anche l’operatività del trasporto pubblico. Resteranno chiusi i negozi e i centri commerciali dalle 17 alle 6 durante i giorni infrasettimanali (domenica – giovedì), e per tutta la giornata durante il fine settimana (venerdì e sabato). Le sanzioni per la violazione di tali disposizioni possono prevedere il carcere. Tutti i voli da e per l’Egitto sono sospesi fino almeno al 31 marzo 2020. Ufficialmente i casi di contagio sono poche centinaia, da fonti non ufficiali contattate da Africa, si parla di migliaia di casi. Alcune fonti sanitarie si spingono ad affermare che sarebbero addirittura 40mila.

Situazione difficile anche in Algeria. È di 230 casi confermati e 17 decessi l’ultimo bilancio delle autorità di Algeri.  La regione più toccata è quella di Blida e il 90% dei casi sono stati «importati» dall’Europa. Il Paese intero è di fatto in «isolamento» dopo le ultime restrittive misure decretate dal presidente Abdelmadjid Tebboune.

Sale a 114 il numero delle persone contagiate da nuovo coronavirus in Tunisia. È quanto emerge dai dati diffusi ieri sera dal ministero della Salute di Tunisi. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 25 nuovi contagi. Finora una persona risulta guarita, mentre tre sono morte. Undici contagiati sono attualmente ricoverati in ospedale. I soggetti in quarantena volontaria sono 15.952.

In Marocco, sono 28 i nuovi casi di infezione che portano a 143 il numero totale dei positivi. Lo ha annunciato il direttore dell’epidemiologia e la lotta contro le malattie del ministero della Salute, Mohamed El Youbi. Quattro i decessi: due nella regione di Casablanca-Settat, uno a Rabat-Salé-Kénitra e un altro a Béni Mellal-Khénitra. Il funzionario marocchino ha indicato che su un totale di 2.798 persone sottoposte a sorveglianza medica nell’ambito del piano di sorveglianza epidemiologica, 643 casi sono stati esclusi a seguito di test negativi effettuati in laboratorio.

In Libia, la pandemia di Covid-19 non ha invece fermato la guerra a Tripoli. Nessuna delle due parti coinvolte nel conflitto, il Governo di accordo nazionale (Gna) del premier Fayez al Sarraj da una parte e l’Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar dall’altra, sembra intenzionata, secondo quanto riporta Agenzia Nova, a rispettare la tregua umanitaria raggiunta lo scorso fine settimana su pressioni internazionali.

La Libia è l’unico Paese della regione a non aver registrato casi di coronavirus, fatto abbastanza curioso per un Paese circondato da focolai e che suscita forti dubbi. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha avvertito dei grandi rischi della diffusione del virus in un paese frammentato dal conflitto, attraversato da flussi migratori illegali e con un sistema sanitario disastrato.

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