Mali: il giuramento di Goita, obiettivo tranquillizzare la comunità internazionale

di Valentina Milani

Per il giuramento di ieri, avvenuto a Bamako in Mali nel primo pomeriggio, il colonnello Assimi Goita ha dismesso la mimetica per indossare un’uniforme da ufficiale grigio scuro, con una fascia gialla a cingergli il busto, un modo visivo per dare solennità al momento e rassicurare la comunità internazionale rispetto a questo suo secondo colpo di Stato.

Nei giorni scorsi era girata voce che le ambasciate avrebbero “boicottato” la cerimonia del giuramento, cosa di fatto non avvenuta: quasi tutte le delegazioni diplomatiche a Bamako erano presenti, la maggior parte con un funzionario e non con l’ambasciatore. Secondo alcune fonti diplomatiche anonime citate dai giornali maliani si è voluto con questo dare un “segnale politico” a Goita: nessun boicottaggio e nessuna sanzione ma anche nessun coinvolgimento ufficiale di alto livello.

“Stiamo continuando il lavoro avviato nel quadro dell’attuazione intelligente ed efficiente dell’accordo per la pace e la riconciliazione in Mali risultante dal processo di Algeri”, ha detto Goita nel suo discorso inaugurale.

La pressione e la preoccupazione internazionale sul Mali sono stati centrali anche per le parole scelte da Goita per il suo breve discorso inaugurale dopo il giuramento, molto atteso: “La situazione ci offre l’opportunità di riportare il processo di transizione nella direzione desiderata dalla gente” ha dichiarato Goita. Il colonnello ha annunciato misure volte a ridurre la spesa pubblica, la parte più applaudita del suo intervento, e organizzare le prossime elezioni, un appuntamento ancora formalmente previsto per il prossimo febbraio. “Ho già deciso di destinare due terzi del fondo di sovranità del Presidente ad opere sociali e sanitarie” ha annunciato. Un’azione di governo che onorerà, ha detto Goita, “i fidanzamenti” con organismi internazionali e regionali. “Vorrei rassicurare le organizzazioni subregionali e regionali e la comunità internazionale in generale che il Mali onorerà tutti i suoi impegni per e nel migliore interesse della Nazione” ha dichiarato.

Fuori dal Centro congressi internazionale di Bamako, dove si è tenuta la cerimonia, una folla piuttosto numerosa elogiava il colonnello mostrandone l’immagine su cartelloni e scandendo slogan patriottici. Il segnale televisivo è caduto, in buona parte del Mali, proprio mentre la tv di stato inquadrava Goita mentre iniziava il suo discorso. 

Il neo presidente della transizione Goita ha poi firmato, sempre ieri, poco dopo la sua investitura, il decreto di nomina di Choguel Kokalla Maiga alla carica di primo ministro della transizione. La scelta di Maiga era già stata annunciata dalla piattaforma M5-Rfp, alla quale il colonnello si era rivolto per identificare il nuovo capo di governo di transizione, dopo aver deposto il suo predecessore Moctar Ouane e il presidente della transizione Bah N’Daw. Il decreto di nomina è stato letto ieri pomeriggio alla televisione nazionale Ortm.

Choguel Kokalla Maiga è considerato un veterano della politica, più volte ministro, tre volte candidato alle elezioni presidenziali (2002, 2013, 2018). Nato a Gao nel 1958, Maiga è titolare di un dottorato in scienze delle telecomunicazione. È stato tra l’altro direttore dell’Authority delle telecomunicazioni e ministro della Comunicazione e portavoce del governo sotto l’ex presidente Ibrahim Boubacar Keita, prima di diventare uno dei leader della contestazione. 

(Andrea Spinelli Barrile – Céline Camoin)

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