Libia | Ecco i militari turchi

di Enrico Casale
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In Libia sono sbarcati i primi soldati turchi. Secondo il Libya Observer e Al Jazeera, il primo contingente di militari di Ankara (formato da truppe di élite) si sarebbe già schierato al fianco dei miliziani di Fayez al-Sarraj, capo del governo internazionalmente riconosciuto di Tripoli.

«Il nostro scopo è di far sopravvivere il governo legittimo di Fayez al-Serraj – ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan –. L’esercito turco è lì per garantire un cessate il fuoco, non per combattere, e per cercare di evitare tragedie umanitarie». E ha aggiunto: «In Libia ci sono 2500 paramilitari russi e 6000 soldati sudanesi, dunque perché i turchi non dovrebbero esserci?».

L’accordo tra Ankara e Tripoli prevede la condivisione dei diritti di trivellazione nel Mediterraneo al largo delle coste libiche a cui Ankara ora ha accesso e l’invio di militari per difendere Tripoli, la capitale sotto l’assedio delle truppe del generale Kalifa Haftar.

Mentre in Libia sbarcavano i soldati di Ankara, a Bruxelles si teneva un incontro al vertice tra i ministri di Francia, Germania, Italia e Regno Unito (incontro che avrebbe dovuto svolgersi a Tripoli, ma che è poi stato annullato dal governo di al-Sarraj). Al termine dell’incontro l’Alto rappresentante Ue, Josep Borrell, ha chiesto «lo stop immediato a ulteriori escalation e alle interferenze esterne negli ultimi giorni». Quando i giornalisti gli hanno chiesto a che cosa si riferisse quando parlava di «interferenze esterne», Borrell ha detto chiaramente che pensava alla Turchia. «La situazione peggiora di giorno in giorno e la soluzione è solo politica – ha aggiunto –. Si fermino i combattimenti a Tripoli e serve una immediata cessazione delle ostilità».

In questi giorni, Luigi Di Maio, il ministro degli Affari esteri italiano, ha dichiarato che si recherà in Algeria, Egitto e Turchia per tessere un’azione diplomatica che porti al cessate il fuoco e a un’intesa tra Tripoli e Bengasi.

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