Jihadismo e pirateria preoccupano il Ghana

di claudia

Il Ghana si trova stretto in una doppia morsa criminale che minaccia i suoi confini settentrionali e meridionali, configurandosi come una priorità strategica per la pianificazione nazionale. A lanciare l’allarme è stato il capo dello stato maggiore della Difesa ghanese, William Agyapong, durante una conferenza tenutasi al Collegio militare delle Forze armate del Ghana a Teshie. Secondo i vertici militari, il quadro della sicurezza regionale ha subìto un profondo mutamento che impone risposte rapide e coordinate tra i Paesi dell’Africa occidentale.

Secondo quel che ha dichiarato Agyapong, la minaccia principale proviene da nord, dove i gruppi dell’estremismo jihadista attivi nel Sahel stanno spingendo la loro azione verso i territori meridionali, stabilendo presenze stabili nelle nazioni confinanti a nord con il Ghana. Il capo della Difesa ha ricordato che la popolazione locale subisce già le conseguenze di questa avanzata, citando l’uccisione di commercianti ghanesi nella località di Titao.

A questo scenario si aggiunge, sul fronte meridionale, la crescente insicurezza marittima nel Golfo di Guinea, dove i gruppi criminali che operano in mare appaiono sempre più legati alle grandi reti internazionali del crimine organizzato e al finanziamento delle stesse attività estremiste.

Per fronteggiare la duplice crisi, il governo di Accra ha avviato un piano di riattivazione e ammodernamento delle forze armate, concentrando gli investimenti sul rafforzamento della sicurezza dei confini, sull’espansione della sorveglianza marittima e sul miglioramento della prontezza operativa dei reparti. Il generale Agyapong ha infine sollecitato una più stretta cooperazione tra specialisti della sicurezza, mondo accademico e decisori politici, esortando gli ufficiali in formazione a sviluppare capacità di comando strategico ed etico per anticipare le sfide del Sahel e governare l’insicurezza nel Golfo di Guinea.

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