La Guinea ha avviato un programma nazionale di censimento, documentazione e digitalizzazione del patrimonio culturale per creare la prima banca dati scientifica e informatica della propria eredità storica.
Durante la cerimonia di presentazione dell’iniziativa è stata siglata una convenzione tra il Centro d’innovazione e di ricerca per lo sviluppo (Cird) e l’Accademia delle scienze della Guinea. Come evidenziato dalla presidente del Cird, Saffiatou Diallo, l’intervento rappresenta una necessità storica perché i beni culturali, le tradizioni orali e i saperi tradizionali sono minacciati dal tempo e dalla scomparsa dei vecchi depositari di queste conoscenze.
Il ministro della Cultura, del Turismo e dell’Artigianato, Moussa Moïse Sylla, ha spiegato com l’iniziativa si inserisca nel secondo pilastro del programma governativo Simandou 2040, che punta trasformare la cultura in un vettore di sovranità, coesione sociale ed espansione economica. Il ministro ha sottolineato l’urgenza di raccogliere le conoscenze degli anziani prima che svaniscano, specificando che le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale sosterranno la salvaguardia della memoria vivente senza sostituirla.
La mappatura servirà inoltre ad avanzare la candidatura di espressioni tradizionali come le danze Mamaya e Kania Soli nelle liste del patrimonio immateriale dell’Unesco e a supportare i negoziati bilaterali con la Francia per la restituzione dei beni culturali guineani conservati all’estero.



