Affluenza al minimo storico alle legislative in Algeria

di Tommaso Meo

L’affluenza alle elezioni legislative che si sono svolte ieri in Algeria si è attestata al 20,79% secondo i dati provvisori diffusi dall’Autorità nazionale indipendente per le elezioni (Anie), un livello che, se confermato, rappresenterebbe il più basso nella storia del Paese.

Circa 25 milioni di elettori erano chiamati alle urne per rinnovare i 407 seggi dell’Assemblea popolare nazionale, la Camera bassa del Parlamento, per un mandato di cinque anni. Secondo l’Anie, alle ore 10 aveva votato il 3,05% degli aventi diritto, percentuale salita all’11,24% alle 15. Per gli elettori residenti all’estero l’affluenza era pari a circa il 10 per cento nello stesso orario.

Alla consultazione hanno partecipato quasi 10.000 candidati, presentati da 35 partiti politici, una coalizione e oltre 100 liste indipendenti. Tra le forze in competizione figurano anche quattro partiti che avevano boicottato le precedenti elezioni legislative del 2021, le prime organizzate dopo il movimento di protesta Hirak.

Le donne rappresentano il 21% dei candidati, mentre oltre la metà degli aspiranti deputati ha meno di 40 anni.

Dopo aver votato ad Algeri, il presidente Abdelmadjid Tebboune ha dichiarato che le operazioni elettorali si sono svolte regolarmente e che «nessun candidato o partito ha denunciato brogli o sottrazione di voti».

L’affluenza registrata risulta inferiore a quella delle legislative del 2021, quando aveva votato il 23 per cento degli aventi diritto, fino a oggi il dato più basso mai registrato nel Paese. Secondo diversi osservatori, sul limitato coinvolgimento degli elettori pesano il malcontento per il potere d’acquisto e la persistente sfiducia verso le istituzioni maturata dopo il movimento di protesta del 2019.

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