Incendio di Notre-Dame, il dolore della Chiesa cattolica africana

di Enrico Casale
notre dame di parigi

La cattedrale di Notre-Dame a Parigi, la chiesa più famosa e visitata in Francia, è stata vittima di un incendio che ha devastato completamente il tetto e parte della sua struttura. Ci sono voluti più di due secoli per costruire questo gioiello architettonico, la cui costruzione iniziò nel 1163. Secondo le ultime notizie, però, le pareti portanti avrebbero retto e quindi sarebbe possibile una ricostruzione. Si parla di una raccolta fondi a livello nazionale e internazionale per riuscire a finanziare i lavori che, come è ipotizzabile, dureranno molto tempo e saranno piuttosto costosi.

In molti Paesi africani, esponenti della Chiesa cattolica hanno espresso reazioni di profondo dolore. Soprattutto i responsabili delle Chiese cattoliche dei Paesi francofoni. «Sono profondamente rattristato. Sono sbalordito, il mio cuore sanguina», ha affermato mons. Fridolin Ambongo, arcivescovo di Kinshasa (Rd Congo).

«È molto doloroso vedere la distruzione di uno dei simboli della Chiesa cattolica. Ho avuto l’opportunità di visitare la cattedrale più volte con pellegrini senegalesi e ho sempre ammirato quell’edificio sacro», ha aggiunto il cardinal Sarr, arcivescovo emerito di Dakar (Senegal), che ha ricordato anche l’importanza della Madonna (cui è intitolata la cattedrale parigina) per i cristiani di tutto il mondo.

«Notre-Dame de Paris è una madre che riunisce molti dei suoi figli», è il pensiero di monsignor Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui (Repubblica Centrafricana) e cardinale, non nascondendo la sua emozione.

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