Google apre primo centro di ricerca in Africa

di AFRICA

Il colosso statunitense Google ha scelto il Ghana per ospitare il suo primo laboratorio di ricerca specializzato in intelligenza artificiale, garantendo di affrontare le sfide socio-economiche, politiche o ambientali che affliggono il continente.
Diversi “Tech-lab” come questo sono già stati aperti nelle più grandi città dell’emisfero settentrionale (Tokyo, Zurigo, Montreal, Parigi…) ma l’inaugurazione di un centro simile ad Accra la scorsa settimana, rappresenta una piccola rivoluzione tecnologica per il continente africano.

Come utilizzare l’intelligenza artificiale per compensare la carenza di medici o aiutare lo sviluppo dello screening del cancro? Come aiutare i piccoli agricoltori nel loro raccolto o artigiani a rilevare i difetti di funzionamento delle loro macchine? Prevenire i disastri naturali?

“L’Africa sta affrontando molte sfide e l’uso dell’intelligenza artificiale potrebbe essere ancora più importante qui che altrove”, ha detto Moustapha Cissa, direttore del centro di Google ad Accra, durante l’inaugurazione mercoledì.

Grazie agli algoritmi, al riconoscimento vocale o alla scrittura, molti documenti potrebbero ora essere tradotti nelle lingue africane, molto numerose nel continente. I piccoli agricoltori potrebbero rilevare problemi produttivi o valutare i prezzi nei mercati on line.

I ricercatori in Machine Learning, un campo di studio dell’intelligenza artificiale che si basa su serie statistiche per dare ai computer la capacità di apprendere dai dati, e i fornitori di software lavoreranno assieme a tempo pieno nel nuovo laboratorio, in collaborazione con università o start-up di Ghana, Nigeria, Kenya e Sudafrica.

Il continente africano è al centro dei desideri di giganti come Google, Apple, Facebook, Amazon, che vorrebbero investire in questo enorme mercato. Oggi il 60% degli 1,2 miliardi di africani ha meno di 24 anni e nel 2050 la popolazione dovrebbe raddoppiare a 2,4 miliardi di persone.

Ma di fronte a questo aggressivo marketing dei big della Silicon Valley e con l’avvento delle nuove tecnologie, i governi africani devono accelerare l’emanazione di normative che regolino questo settore e proteggano i dati personali degli utenti. La normativa sulla privacy, infatti, rimane quasi inesistente in molti paesi del continente e i progressi tecnologici non hanno nessun tipo di controllo.

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