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QUADERNI AFRICANI

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    FOCUSQUADERNI AFRICANI

    Perché in Sudafrica si ammalano più le donne di Covid?

    di Marco Trovato 27 Febbraio 2021
    Scritto da Marco Trovato

    Secondo quanto emerso dalle ricerche sulla diffusione del covid-19, a livello globale e in Africa gli uomini sarebbero più colpiti rispetto alle donne dal coronavirus e maggiormente esposti ai suoi effetti più gravi: ricoveri in terapia intensiva e decessi. Fa eccezione il Sudafrica, unico caso al mondo dove le donne entrano più frequentemente a contatto con il virus. Non solo in ragione di caratteristiche biologiche, ma anche e soprattutto della loro vulnerabilità sociale.

    di Elisa Chiara

    Global Health 50/50, organizzazione internazionale che promuove l’uguaglianza di genere nell’assistenza sanitaria, ha creato il ā€œCovid-19 Sex-disaggregated data trackerā€, il più grande database al mondo di dati disaggregati per genere sul covid-19. Si tratta di un’iniziativa importante, che se condivisa da un numero sempre maggiore di paesi, potrebbe fornire un contributo sostanziale nell’investigare il ruolo del sesso biologico e sociale nella salute pubblica. Pensiamo per esempio alla possibilitĆ  di comprendere come il rischio di infezione si distribuisca nella popolazione, e conseguentemente alla possibilitĆ , di importanza più che mai cruciale, di adattare le risposte immunologiche e vaccinali alle caratteristiche ed esigenze specifiche delle persone.

    I primi dati del tracker a livello globale, disponibili grazie alla collaborazione dei governi nazionali, rivelano una sostanziale equivalenza nei contagi fra uomini e donne, ma una percentuale di ricoveri (53 %) e di decessi (57 %) più alta nella popolazione maschile. Questa tendenza generale ĆØ stata fin da subito analizzata e riportata dalle riviste scientifiche. Ad esempio, il gruppo di lavoro Lancet Gender e COVID-19 suggerisce che la disparitĆ  possa essere legata al tabagismo, più diffuso negli uomini, e alle conseguenti complicanze respiratorie del coronavirus; o ancora allo sviluppo di risposte immunitarie più forti al virus, probabilmente legale ai più elevanti livello di estrogeni nell’organismo, degli individui di sesso femminile.

    La tendenza ĆØ stata confermata anche per quanto riguarda la regione Afro presa in esame dal tracker, che comprende 47 paesi del continente escluso il Nord Africa, dove gli uomini rappresentano una percentuale maggiore di casi da covid-19 rispetto alle donne (53-47 %).

    C’è però un Paese che fa eccezione rispetto al trend continentale e globale: il Sudafrica. Secondo il tracker, in Sudafrica il rapporto tra contagiati donne e uomini ĆØ di 58 % contro 42 % (mentre la proporzione per quanto riguarda i decessi ĆØ sostanzialmente la stessa). Questo divario di genere ha iniziato ad emergere intorno a metĆ  giugno 2020, periodo che coincide con l’implementazione del livello 3 di lockdown. Esso ĆØ particolarmente marcato, nella provincia del Gauteng, nella fascia di etĆ  tra i 20 e i 65 anni, quindi fra la popolazione attiva.

    Al di là del dato statistico, è interessante provare a capire il perché di questo andamento in controtendenza.
    Innanzitutto, questo può essere determinato dal contatto femminile in media più frequente con il sistema sanitario, per esempio delle donne incinta in ragione delle visite pre- e post-natali.
    Se guardiamo alla provincia del Gauteng, quella più colpita in termini di contagi e decessi, vediamo che questa è la più dinamica del paese a livello occupazionale, e più donne sarebbero impiegate in professioni a stretto contatto con il pubblico (come cassiere, infermiere e donne delle pulizie). Questo dato conferma quelli globali, secondo i quali il 70 % dei lavoratori sanitari sono donne, il che spiegherebbe le cifre elevate di tamponi e contagi tra la popolazione femminile. Nei soli distretti di Carletonville, Westonaria e Randfontein, la proporzione più alta di casi maschili, eccezione rispetto al resto della regione, sarebbe da spiegarsi con una maggior percentuale di uomini impiegati nel settore minerario.

    Altre ricerche d’impronta più sociologica, come la più recente condotta dal Gauteng city region observatory, sembrano inoltre concludere che le donne sudafricane, prime destinatarie dei sussidi statali, abbiano più probabilitĆ  di contagiarsi nelle file di attesa degli uffici pubblici, che frequentano con regolaritĆ . Per approfondire, la ricerca si ĆØ basata su inchieste e sondaggi sui fattori di rischio fra la popolazione sudafricana, inclusi la residenza in un contesto familiare esteso, la dipendenza dai centri di salute e dai trasporti pubblici, le condizioni di salute preesistenti, l’accesso all’assistenza medica.

    I dati rivelano che le donne sudafricane hanno maggiori probabilità di vivere in famiglie estese (67 % degli individui che vive in famiglie con più di 6 membri sono donne, mentre il 73 % degli individui single o con al massimo un convivente sono uomini.
    ƈ anche più frequente che le donne facciano affidamento ai trasporti pubblici a causa delle ridotte possibilitĆ  di possedere un’auto o la patente (il 49% delle donne utilizza minibus o taxi per i propri spostamenti rispetto al 43% degli uomini). A confronto, più uomini (29%) che donne (21%) guidano l’auto, con un rischio di esposizione al virus di gran lunga inferiore. Ancora, più uomini usano il treno (3,6%) rispetto al 2,4% delle donne, anche se questo mezzo di trasporto ĆØ molto meno diffuso.
    Le donne sarebbero inoltre più spesso a contatto con i servizi sanitari pubblici, in ragione del loro carico di lavoro assistenziale nei confronti dei bambini e degli anziani della famiglia. Ciò potrebbe significare che abbiano maggiori probabilità di essere sottoposte a test, o di essere comunque esposte al virus.

    CosƬ come dinamiche sociali possono concorrere alla diffusione dei casi di positivitĆ  tra le donne sudafricane, ĆØ importante sottolineare che la diffusione stessa del virus può contribuire ad aumentare il divario di genere. Lo studio rivela infatti che un numero più elevato di contagi femminili nel tempo ha avuto, e avrĆ , l’effetto di aggravare le vulnerabilitĆ  preesistenti delle donne sudafricane: le donne lavoratrici sono state più duramente colpite degli uomini durante il periodo di lockdown, con una perdita netta di due terzi dei posti di lavoro femminili tra febbraio e aprile.

    Queste prime attivitĆ  di monitoraggio danno l’idea dell’importanza dell’analisi dei dati disaggregati non solo nello studio di risposte specifiche dal punto di vista sanitario, ma anche per comprendere le problematiche sociali connesse alla pandemia.

    GiĆ  in passato i dati disaggregati sono stati utilizzati per coordinare le risposte nazionali alle crisi sanitarie. ƈ stato cosƬ per l’Hiv per esempio: i dati provenienti dall’Africa subsahariana hanno dimostrato che gli uomini e i ragazzi che vivono con l’Hiv hanno meno probabilitĆ  rispetto alle donne e alle ragazze di conoscere il proprio stato di sieropositivitĆ  e di accedere alle cure. In risposta a questa evidenza, alcuni paesi stanno lavorando per affrontare queste problematiche sistemiche e sociali, per esempio tramite il coinvolgimento degli uomini nei servizi sanitari materni e infantili e il marketing creativo per promuovere l’uso del preservativo.

    Purtroppo, però, la ricerca e la comunicazione dei dati disaggregati per genere non sono ancora prioritĆ  all’ordine del giorno delle agende internazionali. Lo dimostra il fatto che, benchĆ© evocate dall’organizzazione mondiale della sanitĆ , esse riguardino solo taluni paesi o si limitino all’analisi di un numero non significativo di indicatori. I cosiddetti gender-bias della ricerca in ambito medico possono avere delle conseguenze molto più gravi di quanto pensiamo, perchĆ© la mancanza di un quadro completo può influire sull’accesso alle cure degli individui, e di conseguenza penalizzarli.

    (Elisa Chiara – Amistades)

    Fonti:

    1. The COVID-19 Sex-Disaggregated Data Tracker: https://globalhealth5050.org/the-sex-gender-and-covid-19-project/
    2. The Conversation : https://theconversation.com/how-covid-19-puts-women-at-more-risk-than-men-in-gauteng-south-africa-150570
    3. Women and Covid In Gauteng, The Gauteng City-Region Observatory : https://gcro.ac.za/outputs/map-of-the-month/detail/mapping-vulnerability-to-covid-19/
    4. National Institute for Communicable Diseases: https://www.nicd.ac.za/diseases-a-z-index/covid-19/surveillance-reports/
    5. Mangia,C., Russo A., Civitelli S., Gianicolo E., Differenze sesso /genere nella letalitĆ  covid-19 : cosa dicono e non dicono i dati December 2020, Epidemiologia e Prevenzione 44(5-6):400-406, DOI: 10.19191/EP20.5-6.S2.145: https://www.researchgate.net/publication/347835079_Differenze_sessogenere_nella_letalita_COVID-19_cosa_dicono_e_non_dicono_i_dati_Sexgender_differences_in_COVID-19_lethality_what_the_data_say_and_do_not_say
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