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Rivista Africa
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claudia

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    FOCUS

    Il figlio del dittatore della Guinea Equatoriale ricevuto in Vaticano

    di claudia 18 Aprile 2021
    Scritto da claudia

    Il figlio di Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, presidente della Guinea Equatoriale è stato ricevuto dal Papa lo scorso 9 Aprile. Teodorin Obiang sembra seguire le orme del padre, che ha imposto una dittatura feroce al suo Paese dal 1979. La famiglia Obiang rappresenta uno dei peggiori esempi di cleptocrazia e non smette di dare sfoggio di ricchezza, schiaffeggiando costantemente il suo popolo.

    di Angelo Ravasi

    Mettersi a discutere, o peggio speculare, su chi può o meno vedere e ricevere il Papa non è certo ciò che posso fare io, ma nemmeno nessun altro. Di certo, però, posso chiedermi cosa abbia detto Papa Francesco al figlio del dittatore della Guinea Equatoriale, Teodorin Nguema Obiang, ricevuto in Vaticano il 9 aprile. Alla notizia non è stata data granché rilevanza, è passata un po’ in sordina, eppure l’incontro è avvenuto. Mi chiedo, tuttavia, cosa abbia detto il figlio del dittatore al Papa. Qualche bugia? La verità? Sarà stata una confessione? Con molta probabilità molte bugie.

    La Guinea Equatoriale è un paese a stragrande maggioranza cattolica e Teodorin ha di certo fatto leva su questo per ottenere l’incontro. Penso, tuttavia, che per il Papa sia stata una confessione che con misericordia e per il ministero che ricopre, ha concesso al figlio del dittatore. Insomma, un dovere. Non so se il vicepresidente della Guinea sia stato investito di umiltà e contrizione. Di certo al signore è stato consigliato di non divulgare il contenuto dell’incontro, certo accade sempre nei colloqui privati ma, forse, in questo caso il riserbo è ancora più necessario per evitare speculazioni non gradite al Vaticano. Visto il personaggio, e le spacconate e le ostentazioni di denaro che hanno costellato fino ad ora la sua vita, tutto è possibile.

    Teodorin Nguema Obiang, ricevuto dal Papa in Vaticano il 9 aprile

    Una lunga dittatura

    La feroce dittatura che schiaccia la Guinea Equatoriale ne fa il peggior paese del continente, pur essendo tra gli Stati più ricchi dell’Africa.  Il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo è in carica dal 1979 dopo un colpo di stato nel quale rimosse lo zio Francisco Macias Nguema. La famiglia Obiang rappresenta il peggior esempio di cleptocrazia con un presidente al potere da più di quarant’anni ed eletto al suo quinto mandato settennale nelle elezioni del 2016.

    Quattro decenni, un tempo record per qualsiasi politico, nel corso dei quali il presidente ha gestito la Guinea Equatoriale con pugno di ferro e tanti scandali. Il suo potere potrebbe non essere alla fine nonostante l’età, 78 anni, infatti sta preparando il figlio, Teodorin, 53 anni e suo attuale vicepresidente, a prendere il suo posto. Teodoro Obiang è arrivato al potere il 3 agosto 1979. Nel pieno della Guerra Fredda. Sfugge a una decina di tentativi di golpe. Per far fronte alle minacce crea servizi di sicurezza fortissimi e onnipresenti. Insomma, uno stato di polizia.

    La Guinea Equatoriale è un paese poverissimo, se lo si guarda dalla parte della popolazione, ma anche ricchissimo, se lo si guarda dal lato del potere. La scoperta del petrolio – 360mila barili estratti al giorno – nelle acque territoriali, negli anni Novanta, ha gonfiato le casse del clan presidenziale ma nulla è stato distribuito alla popolazione – 1 milione e 356mila abitanti – il 60 per cento della quale vive sotto la soglia di povertà. Paese ricco, forse il più ricco dell’Africa, con un Pil pro capite a parità di potere d’acquisto che supera i 31mila dollari, ma con un Indice di sviluppo umano dello 0,537 che colloca il paese al 136esimo posto al mondo, nella parte molto bassa della classifica. Un Paese, inoltre, sul quale ha poco inciso persino la pandemia da covid con soli 7259 casi e 106 decessi, secondo i dati registrati. Ci vorrebbe poco per rendere la vita degli abitanti della Guinea Equatoriale meno drammatica, ma il cleptocrate di Malabo vuole tutto per sé e per suo figlio che non smette di dar sfoggio di ricchezza, schiaffeggiando costantemente il suo popolo.

    Il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo

    Le condanne penali

    Il figlio del presidente, Teodorin Obiang – che segue in tutto e per tutto le orme del padre – nominato vicepresidente nel 2012, è stato condannato nel 2017 a Parigi a tre anni di carcere e a una multa di 35 milioni di euro. Accuse: riciclaggio, abuso di beni sociali, appropriazione indebita, abuso di fiducia, corruzione, per somme pari a 173 milioni di dollari sottratti alle casse dello Stato per finanziare il suo sontuoso stile di vita. Solo un anno prima anche la Svizzera aveva aperto un procedimento penale nei suoi confronti. Condanne e multe, tuttavia, che non fermano lo sfoggio di denaro. Nel 2018, poi, è tornato a far parlare di sé, dopo che la polizia federale brasiliana gli ha sequestrato all’aereoporto di Viracopos, vicino a San Paolo, oltre 16 milioni di dollari. La polizia ha trovato nel bagaglio di Teodorin 1,5 milioni di dollari in contanti e orologi del valore di 15 milioni. Una fonte diplomatica della Guinea Equatoriale – citata dal The Guardian – ha spiegato che il denaro serviva per pagare cure mediche alle quali Teodorin doveva sottoporsi, gli orologi sarebbero stati per “uso personale”.  Ecco dove vanno a finire i soldi dello Stato. Ma sono solo esempi, forse i più eclatanti. Tutto ciò non ostacola la pianificazione della successione.

    Teodoro Obiang, da parte sua, mostra il suo disprezzo per tutti i detrattori “occidentali” che criticano la sua gestione e la violazione dei diritti umani, i principali oppositori o finiscono in carcere o trovano rifugio all’estero, in particolare in Spagna – accusata di complottare contro il regime – ex potenza coloniale. Come tutti i grandi dittatori adora accogliere i suoi ex colleghi, come Yahya Jammeh, ex dittatore del Gambia, che ha trovato rifugio a Malabo all’inizio del 2017, non senza dote: 12 milioni di euro, l’1 per cento del Pil del Gambia.

    Rimane la domanda: cosa ha raccontato a Papa Francesco il rampollo della dinastia Obiang?

    (Angelo Ravasi)

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    18 Aprile 2021 0 commentI
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