• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Dialoghi sull’Africa 2026
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi (edizioni passate)
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • 100 Afriche – archivio
      • 2026
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo
    • Swahili
    • Wolof
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • ULTIMO NUMERO (5/2026)
    • PENULTIMO NUMERO (4/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • Etiopia (Monti Bale e Harar)
    • Libia
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • Rwanda e Burundi
    • SAO TOME
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • Dialoghi sull’Africa 2026

Edizione del 29/09/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Autore

AFRICA

AFRICA

    Lavoratrici Lago Rosa
    CONTINENTE VEROSAPORI

    Senegal, le regine del lago salato

    di AFRICA 29 Ottobre 2020
    Scritto da AFRICA

    Il sale è l’oro bianco della cucina, e come tutte le cose preziose, ha un suo prezzo: non tanto in termini economici, ma di lavoro e fatica umana, quando non sfruttamento. Il Lago Rosa in Senegal non è soltanto una nota meta turistica, un tempo tappa finale del rally Parigi Dakar, ma è anche una delle più produttive saline d’Africa. Reportage

    A circa 45 km da Dakar, nella provincia di Rufisque, eccolo stendersi in quel che resta delle sue acque, a rispecchiare la sua porzione di cielo. Un tempo lo chiamavano Lago “Retba”, che in lingua pulaar significa semplicemente “lago”, come fosse quello per eccellenza. I francesi lo hanno ribattezzato “Lago Rosa”, per via del colore delle sue acque: un rosa che domina insieme al bianco del sale che contiene e che vi viene estratto, entrambi molto preziosi per l’economia locale.

    Un mistero divino

    A una ventina di metri dalla riva settentrionale del lago si stendono dune di sabbia con tanto di dromedari (10 euro un’ora di cavalcata), attraversato talvolta da grossi pick-up con turisti occidentali a bordo. Incredibilmente, a poca distanza, il deserto lascia spazio a rigogliose oasi di banani e palme di cocco prima, e a coltivazioni di legumi, frutta e verdura dopo, per poi scomparire nell’oceano. Ogni anno – tranne questo per l’emergenza Covid-19 – il Lago Rosa attira migliaia di turisti da tutto il mondo. Ma a cosa è dovuto il suo colore? «La sua tinta è risultato dell’interazione tra il sole e i microrganismi presenti nelle alghe del lago; l’intensità del rosa cambia quindi ogni giorno in base alla quantità di luce», spiega uno dei tanti ragazzi che si improvvisa guida turistica e cerca di guadagnarsi qualche spicciolo rincorrendo i visitatori. Nei giorni nuvolosi infatti, il lago rispecchia il grigio del cielo come qualsiasi altra distesa d’acqua.
    Ma non solo. Il lago è profondo 4 metri: in media, 2,50 metri di sale e 1,50 di acqua. «Il sale fa emergere le alghe in superficie, il che significa che più il lago è rosa e più ne è ricco. Nei giorni soleggiati dunque, è facile capire se sarà una buona giornata di lavoro o meno», continua il giovane.

    • Piroghiere lago salato 2

    Il Lago Rosa ha una lunghezza di 5 km, una larghezza di 800 m e una superficie di 4,2 km quadrati; con una concentrazione di 380 g per ogni litro d’acqua, possiede un tasso di salinità che supera del 10% quella del mare. «Il lago è salato nel mezzo, ma a riva l’acqua è totalmente dolce, e la usiamo per irrigare le coltivazioni e rifornire i pozzi che gli abitanti dei villaggi hanno costruito intorno…è un miracolo di Dio! Il lago non è alimentato da nessun corso d’acqua, a volte si ritira un po’, ma poi ritorna come prima, e il sale non si esaurisce mai!», spiega entusiasta un piroghiere del lago.

    Catena di sfruttamento

    Lui si chiama Amadou Sangarè, è maliano, e emigra stagionalmente per lavorare sette mesi all’anno nel lago. Come lui, fanno tanti altri suoi compatrioti, ma anche molti guineani dell’etnia manjaco. Il resto dei lavoratori sono senegalesi di etnia serer e peul, abitanti dei villaggi circostanti. In tutto sono in 400, a mandare avanti ogni giorno l’attività della grande salina rosa. A parte i proprietari e i lavoratori dei ristoranti e degli alloggi per turisti, le guide, le venditrici di bigiotteria e oggetti di artigianato e i venditori di tavolette con dipinti di sabbia, i veri protagonisti sono loro: i piroghieri che estraggono il sale dal lago e, soprattutto, le donne che ne trasportano decine di chili dalla riva al deposito assegnato, con pesanti catini issati sul capo.

    • lavoratrice lago salato
    • Raccoglitrici lago salato


    Mary Mande è una di loro, viene dalla Guinea-Bissau. E’ emigrata in Senegal 20 anni fa, per lavorare al Lago Rosa. «Lavoro tutti i giorni dalle 6 del mattino alle 15 del pomeriggio; mi fermo solo quando sono troppo stanca. Ogni giorno il numero di catini che trasporto varia, dipende dalla quantità di sale presente nel lago: si va da un minimo di 50 a un massimo di 200. Per tenere il conto getto in un secchio una conchiglia per ogni catino che trasporto. A fine giornata, il proprietario della piroga con cui ho lavorato viene a contare e a pagarmi…per ogni pagne di sale guadagno 25 o 50 FCFA (4 o 7 centesimi di euro, ndr)», spiega Mary. Lei è massiccia, ha braccia robuste, canottiera larga e pantaloncini, telo in testa ben sistemato per far da base al catino e per proteggersi dal caldo. Mary è l’unica che porta gli occhiali da sole, e che ha la fortuna di poter lasciare i figli a casa. Ma non è la stessa cosa per le altre, come Fatou Ba. Vive in un villaggio distante, la madre è deceduta, le sorelle sono sposate e non vivono con lei. Il figlio, di due anni, è appeso alla sua schiena e l’accompagna per tutta la giornata. I suoi piccoli occhi sono arrossati, per il sale e per il sole. «Sono costretta a portarmelo al lavoro, non ho altra scelta», dice sorridente mentre percorre i dieci metri che separano il lago dal deposito, con un carico in testa e un bambino sul dorso.

    • Raccoglitrice lago salato
    • Raccoglitrice lago salato


    Dal canto loro, neppure gli estrattori di sale, che affittano la piroga a poco più di due euro al giorno, se la passano bene: sono loro che, aiutati da un bastone per spostarsi fino al centro del lago con la propria barca (l’utilizzo del motore è vietato per non uccidere gli organismi che riproducono costantemente il sale), si gettano nell’acqua. Una volta immersi, con l’aiuto di una pala e di un cesto legato a una corda estraggono il sale. Guadagnano al giorno 125 CFA (20 centesimi di euro) per ogni catino che riempiono e che fanno trasportare alla donna di turno. A pagarli, sono i mercanti del sale del lago, che poi vendono il prodotto a 4000 FCFA a tonnellata (6 euro) ai commercianti che arrivano ogni settimana con grandi tir per acquistare dalle 20 alle 50 tonnellate di sale per volta. Normalmente sono solo africani, e non solo senegalesi: arrivano dai tutti i Paesi dell’Africa Occidentale. Raramente il sale viene esportato in Europa, il mercato è interno al continente, e lo Stato è totalmente assente dall’affare.

    • sale lago rosa

    Il lago infatti non è di proprietà di nessuno, se non degli abitanti della regione: l’unica imposta che i mercanti pagano è di 1000 FCFA (1,5 euro) per ogni tonnellata di sale venduto al Comitato di Gestione del Lago Rosa: abitanti dei 5 villaggi del territorio, che si sono organizzati per gestire e controllare collettivamente il business. Il guadagno, oltre che per pagare la decina di persone che ci lavora, è destinato a realizzare opere sociali nei villaggi. Un paradiso per i commercianti di uno dei prodotti più richiesti al mondo. Un inferno per chi ci lavora. «Venite, fate pure il bagno, il sale attacca solo dopo 15 minuti», assicurano le guide ai turisti. Gli uomini e le donne a riva, immersi costantemente in acqua, piroghe al lato e catini in testa, sorridono sarcastici

    (testo e foto Luciana De Michele)

    Condividi
    29 Ottobre 2020 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • MIGRAZIONI e DIASPORE

    Migranti, la pandemia ha aggravato le disuguaglianze

    di AFRICA 28 Ottobre 2020
    28 Ottobre 2020
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Diga sul Nilo, ripartono i negoziati

    di AFRICA 26 Ottobre 2020
    26 Ottobre 2020
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • AFRICA TV - VIDEO

    Camerun, in strada contro la violenza in Ambazonia

    di AFRICA 26 Ottobre 2020
    26 Ottobre 2020
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Somaliland, ordinata deportazione di star del web

    di AFRICA 26 Ottobre 2020
    26 Ottobre 2020

    Un tribunale dell’autoproclamata repubblica del Somaliland ha ordinato la deportazione in Somalia di una famosa star dei social media dopo che è stato diffuso un video in cui beveva tè …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Covid-19, il punto sulla situazione in Africa

    di AFRICA 26 Ottobre 2020
    26 Ottobre 2020

    I casi di coronavirus confermati nel continente africano sono 1.707.741, ha fatto sapere ieri l’Africa Centres for Disease Control and Prevention (Africa CDC). L’Africa CDC ha comunicato che il bilancio …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Ora la Costa d’Avorio è una polveriera

    di AFRICA 25 Ottobre 2020
    25 Ottobre 2020

    (Angelo Ravasi) Condividi

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CulturaSOCIETÀ

    Belgio, viaggio nel Museo reale dell’Africa Centrale

    di AFRICA 25 Ottobre 2020
    25 Ottobre 2020
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • TAXI BROUSSE

    Anche in Africa vince la ruspa

    di AFRICA 24 Ottobre 2020
    24 Ottobre 2020

    All’inizio del 2020, poco prima dell’ondata pandemica, una notizia giunge dalla Costa d’Avorio e fa il giro delle principali testate giornalistiche europee: senza saperlo l’opinione pubblica del vecchio continente si …

    1 FacebookTwitterPinterestEmail
  • AFRICA TV - VIDEOFOCUS

    Nigeria, se l’unica legge è il caos

    di AFRICA 23 Ottobre 2020
    23 Ottobre 2020
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • GlamourIN VETRINA

    Pinda Kida, la stilista con(tro) la sclerosi multipla

    di AFRICA 23 Ottobre 2020
    23 Ottobre 2020

    La sua prima sfilata di moda risale al 2013. La location era il circolo di Montecitorio a Roma e fu un successo: riuscì a vendere praticamente tutti i capi portati …

    1 FacebookTwitterPinterestEmail
  • IN VETRINAMusica

    Musica | Se l’ethio-jazz finisce nel deserto

    di AFRICA 23 Ottobre 2020
    23 Ottobre 2020

    Il panafricanismo che prende forma in otto brani di inusitata bellezza. Un lavoro che documenta l’incontro di due culture: il nigerino Alhousseini Anivolla, uomo del deserto, incontra il chitarrista ethio-jazz …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Guinea, prime violenze post-elettorali. Le testimonianze

    di AFRICA 22 Ottobre 2020
    22 Ottobre 2020

    Arrivano in Guinea i primi risultati elettorali degli scrutini che si sono tenuti domenica in un clima di relativa calma. Tensioni tra sostenitori del presidente uscente Alpha Condé, che si …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • SAPORI

    Cibo e Tv web: quando la cucina africana dà spettacolo

    di AFRICA 22 Ottobre 2020
    22 Ottobre 2020

    In Africa si diffondono sempre più trasmissioni e serie televisive dove i protagonisti sono il cibo, la cucina africana e gli chef del continente Cuochi in ambito domestico, chef emergenti …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Repressione in Nigeria, la condanna sui social e tra le star

    di AFRICA 22 Ottobre 2020
    22 Ottobre 2020

    Dopo quella che la stampa ha definito il “martedì di sangue” in Nigeria e gli scontri di ieri, la condanna della repressione della polizia nigeriana diventa virale, soprattutto su internet. …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • …
  • 36
  • 37
  • 38
  • 39
  • 40
  • …
  • 617

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Orgoglio arcobaleno

    29 Settembre 2026
  • Il presentatore della TV ugandese Edward Rukidi Kijanangoma è stato incoronato re di Tooro

    29 Settembre 2026
  • L’ex presidente della Guinea Bissau Embalo ha annunciato la sua candidatura alle prossime elezioni

    29 Settembre 2026
  • In Sudafrica gli stranieri temono nuove proteste anti immigrazione

    29 Settembre 2026
  • Etiopia, le forze federali prendono Sekota mentre iniziano le evacuazioni di civili dal Tigray

    29 Settembre 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 29/09/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl