L’ex presentatore televisivo Edward Rukidi Kijanangoma è stato incoronato re di Tooro

di Tommaso Meo

L’ex presentatore televisivo ugandese Edward Rukidi Kijanangoma è stato incoronato oggi re di Tooro, uno dei quattro regni tradizionali del Paese, con il nome di Edward Rukidi Nyabongo I. Kijanangoma è succeduto come 13esemio re di Tooro al re Oyo Nyimba Kabamba Iguru Rukidi IV morto il mese scorso a causa di un tumore all’età di 34 anni senza un erede noto.

L’incoronazione, che si è tenuta a Fort Portal, la capitale del regno, è stata caratterizzata da rituali tradizionali iniziati alla mezzanotte di ieri. Il nuovo re ha infatti percorso a piedi circa 4 chilometri fino al palazzo reale ufficiale di Karuziika, dove è stato poi incoronato. A questa marcia è seguita anche una finta battaglia, a simboleggiare che la regalità non si conquista facilmente.

Il giornalista 56enne, cugino di Oyo Nyimba, è stato scelto da un comitato di 21 membri del clan reale Babiito, nonostante le iniziali resistenze della famiglia del precedente sovrano. Secondo la madre di Oyo Nyimba, Best Kemigisa, e la sorella, la principessa Ruth Komuntale il defunto re – che non si era mai sposato pubblicamente – avrebbe lasciato un figlio piccolo e un testamento in cui lo designava come erede.

Charles Kayondo Kamurasi, capo del clan reale dei Babiito e tradizionale «creatore di re», ha detto però che il clan non era a conoscenza dell’esistenza di alcun figlio e che nella scelta del successore erano state seguite le usanze di Tooro. Secondo l’analista Joseph Ochieno, che ha parlato con Radio France Internationale (Rfi), se Oyo avesse voluto vedere un figlio succedergli, avrebbe dovuto informare ufficialmente gli anziani: «Questo non è stato fatto».

Un re tradizionale non esercita il potere politico ufficiale, ma incarna l’identità culturale del proprio popolo ed è anche un simbolo di unità. Re Edward ha promesso di rinvigorire la vita culturale di Tooro e i suoi progetti di sviluppo.

I regni ugandesi furono aboliti nel 1967, ma il governo guidato dal presidente Yoweri Museveni li ripristinò all’inizio degli anni ’90.

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