In Sudafrica gli stranieri temono nuove proteste anti immigrazione

di Tommaso Meo
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I migranti africani in Sudafrica temono nuove proteste e possibili violenze alla vigilia della scadenza del 30 settembre fissata dal movimento anti-immigrazione March and March per chiedere agli stranieri senza documenti di lasciare il Paese.

L’ultimatum ha accresciuto la preoccupazione soprattutto a Durban, dove nelle ultime settimane si sono già verificati scontri tra attivisti del movimento, rifugiati e richiedenti asilo. L’ostilità nei confronti degli stranieri starebbe colpendo anche persone regolarmente presenti nel Paese.

Come ricorda l’agenzia di stampa Apa, per mesi centinaia di migranti provenienti, tra gli altri Paesi, da Repubblica Democratica del Congo, Burundi, Uganda, Mozambico e Tanzania hanno soggiornato all’esterno del Centro di accoglienza per rifugiati di Durban, sostenendo di essere fuggiti dalle comunità in cui vivevano per il timore di aggressioni contro gli stranieri.

All’inizio di settembre, membri di March and March hanno affrontato rifugiati e richiedenti asilo all’esterno della struttura. Negli scontri sono rimaste ferite almeno quattro persone.

Il Sudafrica ha una lunga storia di violenze xenofobe, che in diverse occasioni hanno preso di mira cittadini stranieri provenienti da altri Paesi africani. Difficoltà economiche, elevata disoccupazione e la percezione di una competizione dei migranti per posti di lavoro, abitazioni e servizi pubblici hanno alimentato nel tempo il risentimento contro gli stranieri.

March and March, che quest’anno ha organizzato manifestazioni in diverse zone del Paese, sostiene che la propria campagna sia rivolta contro l’immigrazione irregolare, la criminalità e il deterioramento delle condizioni di vita delle comunità sudafricane. Il movimento respinge le accuse di xenofobia e afferma di non prendere di mira gli stranieri in quanto tali, ma le persone presenti illegalmente nel Paese.

Le nuove tensioni arrivano mentre l’immigrazione sta assumendo un peso crescente nel dibattito politico e sociale in vista delle elezioni amministrative del 4 novembre.

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