Algeria, test nucleari francesi nel 1960, “un altro crimine coloniale”

di claudia

Nella scia del deterioramento delle relazioni algero-francesi attorno alla vicenda Amira Bouraoui, la stampa algerina ricorda oggi il 63° anniversario dei test nucleari francesi nel sud dell’Algeria. Il giornale L’Algérie aujourd’hui titola persino “l’altro crimine coloniale”, riferendosi alle esplosioni di ordigni atomici nel Sahara algerino.

“Il 13 febbraio 1960 la Francia fece esplodere la sua bomba nucleare (in un) un territorio occupato, senza alcun riguardo per gli abitanti della regione e pochi soldati”, ignari delle conseguenze di queste esplosioni.

“Molti anni dopo, le famiglie di questi soldati di leva sacrificati hanno portato alla luce questo crimine che ha dato vita nei primi anni 2000 all’istituzione di una commissione incaricata di gestire i fascicoli relativi alle vittime dei test nucleari francesi in Algeria”, rileva il giornale.

L’allora rappresentante francese, in visita ad Algeri, disse che c’erano solo una quarantina di fascicoli di vittime algerine. “Il cratere di In Ikker è testimone di questo dramma provocato volontariamente dalla Francia per mettere alla prova la sua potenza e ignorare molto più tardi i gravi danni”, scrive ancora la testata algerina.

“Il disinquinamento dei siti di test nucleari francesi, a Reggane e Tamanrasset (In Ikker), non è mai stato avviato, alla stregua di quello legato alle mine antiuomo disseminate lungo i confini orientali e occidentali e che continuano a fare vittime. La Francia si riserva ancora il diritto di conservare nel registro del segreto difensivo le mappe di diffusione di tali ordigni di morte”.

La Francia ha effettuato tra il 1960 e il 1966, nel sud dell’Algeria, nei siti di Reggane e In Ikker (o Ekker), un totale di 17 test nucleari atmosferici e sotterranei. Tra i 13 test nucleari sotterranei effettuati a In Ekker, due incidenti importanti (Beryl e Amethyst) hanno causato un rilascio molto ampio di lava al di fuori della montagna, che rimane localmente altamente contaminata. Oltre ai test nucleari, sono state effettuate anche una quarantina di esplosioni a Reggane (Adrar) e Tan Ataram (Tamanrasset), utilizzando piccole quantità di plutonio, ma senza provocare il rilascio di energia nucleare.

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